soprano spagnola
Dove altri vedono problemi, Luca D’Annunzio vede grandi potenziali, materie prime di qualità spesso sprecate le quali le sviluppa e le dà la forma più adeguata senza alterare la natura di ogni strumento. Gioielli unici e a misura, conformi ai valori della scuola romantica italiana, fonte dalla quale ha origine la sua conoscenza.
La mia esperienza come sua alunna non può non definirsi che rivelatrice, nella quale la parola maestro adotta nuovi significati e appassionanti dimensioni. Sarebbe a volte più adeguato l’uso della parola antimaestro, dato che in una realtà nella quale la tecnica del canto si trova totalmente indefinita e dispersa in microcosmi di metodi personali, sensazioni e immagini soggettive che comportano la frammentazione fisiologica della strumento, Luca D’Annunzio scommette sullo sviluppo dell’audizione come il mezzo più efficace, risultando la corretta costruzione dello strumento una mera conseguenza della ricerca della perfezione estetica.
Luca D’Annunzio rende nuovamente leggibili i concetti indicati una e più volte nei più importanti trattati della storia del canto, dotandoli di un senso completo, riaccendendo le loro premesse e ricostruendo la loro filosofia e maniera di vita, trascendendo dal mero piano vocale, per trasformare tutti gli ambiti della nostra esistenza.
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