Opinioni 

Allievi

Dove altri vedono problemi, Luca D’Annunzio vede grandi potenziali, materie prime di qualità spesso sprecate le quali le sviluppa e le dà la forma più adeguata senza alterare la natura di ogni strumento. Gioielli unici e a misura, conformi ai valori della scuola romantica italiana, fonte dalla quale ha origine la sua conoscenza.

La mia esperienza come sua alunna non può non definirsi che rivelatrice, nella quale la parola maestro adotta nuovi significati e appassionanti dimensioni. Sarebbe a volte più adeguato l’uso della parola antimaestro, dato che in una realtà nella quale la tecnica del canto si trova totalmente indefinita e dispersa in microcosmi di metodi personali, sensazioni e immagini soggettive che comportano la frammentazione fisiologica della strumento, Luca D’Annunzio scommette sullo sviluppo dell’audizione come il mezzo più efficace, risultando la corretta costruzione dello strumento una mera conseguenza della ricerca della perfezione estetica.

Luca D’annunzio rende nuovamente leggibili i concetti indicati una e più volte nei più importanti trattati della storia del canto, dotandoli di un senso completo, riaccendendo le loro premesse e ricostruendo la loro filosofia e maniera di vita, trascendendo dal mero piano vocale, per trasformare tutti gli ambiti della nostra esistenza. – Inés Ballesteros, soprano española.

Dopo l’incontro con il M. Luca D’Annunzio, ho sentito la necessità di approfondire il vero significato della parola “maestro”.

Maestro è colui che insegna un’arte, una scienza, una dottrina; chi eccelle per scienza o per abilità in qualcosa tanto da poterla insegnare ad altri o da essere preso a modello. Aggiungo io, è colui che non è avaro della propria conoscenza e ama e sente il dovere di trasmetterla agli altri per un fine nobile e comune: divulgare ed educare alla vera arte del canto. Tutto ciò l’ho trovato nella persona di Luca D’Annunzio. I suoi insegnamenti si basano sui fondamenti della Scuola romantica italiana, l’unica in grado di sviluppare in una voce tutte le sue potenzialità tecniche ed espressive.

Durante anni di studio mi hanno assalita tante domande e problemi tecnici rimasti irrisolti troppo a lungo che adesso si dipanano giorno dopo giorno grazie ad uno studio serio e costante, sotto la guida di un insegnante che, attraverso chiarezza, disciplina e soprattutto conoscenza, dona ai suoi allievi gli strumenti per intraprendere lo studio dell’arte vocale.

In conclusione, mi sento di definire il M. D’Annunzio come un insegnante legato alla tradizione, al rigore ed al rispetto dell’arte. Un maestro all’antica: si! Ma in grado di far luce sul futuro. – Arianna Rondina, soprano italiana.

In molti aspetti dell’arte viviamo tempi di degrado, di perdita di conoscenze importanti, incluso di critiche all’antico. L’arte del canto non è un eccezione. I grandi cantanti del passato, con carriere che duravano decenni mantenendo la loro voce intatte, sembrano essere scomparse.

Dentro di questa situazione, di oscurantismo nelle conoscenze della tecnica vocale, Luca D’Annunzio è l’ultimo grande maestro che rivendica la tradizione, una potente luce basata nella conoscenza acquisita durante secoli di esperienza, che già si è dimostrato efficace alla luce delle molteplici registrazioni dei cantanti del passato che tuttavia oggi possiamo apprezzare.

Con un senso inequivocabile del bello, intravede i potenziali delle voci, essendo capace di trarre da esse la sua massima pienezza tecnica e estetica. Sotto i suoi insegnamenti nulla è casualità, le spiegazioni sono precise, un mondo etereo di punti astratti di collocazione della voce non ha spazio. Ciascun registro, con ogni nota, con ogni vocale, ha la sua corretta e precisa emissione, che cerca sempre la naturalità, senza grandi sforzi ne effetti perversi. All’interno del suo ampio gruppo di alunni ogni voce è unica, avendo come punto comune la ricerca del bel suono. L’estesa sapienza del maestro si applica per ottenere il sublime, quindi l’obiettivo ultimo non è solo formare persone capaci di cantare, è creare artisti. – Miguel Ángel Ortega, tenore spagnolo.

Parlare del maestro D’Annunzio è fare riferimento a un puro e profondo lavoro di liutaria vocale, disciplina, dedicazione e, soprattutto sviluppo della voce secondo i lineamenti ed esigenze estetiche che l’arte del canto impone. Tutti questi sono elementi indispensabili che permettono il raggiungimento del principale obiettivo di ogni artista: la belleza. – Mariana Ortiz, soprano venezuelana.

Luca D’Annunzio è per disgrazia uno dei pochi casi di eredità della tecnica vocale del romanticismo italiano. Capace non solamente di fare una diagnosi delle voci che ascolta, ma possiede anche i mezzi necessari per far si che queste ultime brillino fino al loro massimo splendore, rispettando la loro natura e la cosa più importante, ossia conservando la salute vocale, tanto necessaria e poco frequente nella nostra attualità. – Pilar Vázquez, mezzosoprano spagnola.

Ho conosciuto Luca D’Annunzio per casualità, nella sterile ricerca di una guida per il canto. Ho iniziato a prendere lezioni con lui e immediatamente mi ha attirato l’attenzione la sua dedizione e professionalità nel trasmettere in maniera efficiente le sue conoscenze in ogni lezione. È stato in quel momento che mi resi conto si essere sotto la guida di un vero Maestro.

Lo scoprire la scuola che lui rappresenta è stato un processo graduale, come chi aspetta il sole che sorga. È tutto molto profondo, si basa sull’esperienza e i tempi personali poiché ti insegna a comprendere, ti forma come alunno e come persona. In questa scuola per la prima volta tutto ha preso un senso per me: la musica è suono e apprendiamo direttamente da questo, per comprenderlo deve crescere l’estetica e personalmente, per essere ricettivo a quello che ci insegna il suono. Questo cammino, che sembra ciclico, lo si comprende effettuandolo, con ciascun passo conosciamo il nostro strumento, l’arte musicale e la sua estetica; comprendiamo l’importanza della perseveranza e la pazienza, e il superamento delle nostre barriere.

Il compromesso intimo di Luca D’Annunzio con l’arte vocale, così come il suo instancabile lavoro, sapienza, pazienza e generosità con i suoi studenti, fanno sì che questa scuola di geniali qualità sia una realtà. Il Maestro Luca D’Annunzio è la scuola che rappresenta l’arte del canto. Per qualcuno come me, che è interessato a percorrere il sentiero della musica e del canto, aver conosciuto il Maestro Luca D’Annunzio è stato e continua ad essere una benedizione. – Alex Persoglia, tenore italo-argentino.

We live in an opera world that unfortunately seems like we lost the aesthetics of how should sound a good healthy operatic sound as well as with the knowledge of how to produce it and teach it.

The modern opera stage is now more an image than a good sound and this had become the new reality. Thousands of students are graduating every year from the music institutes in Europe but only a few will make it to the industry with the more natural voices and one or two will actually last and make a career…

But does anyone of the nowadays “stars of opera” have anything to do with the old generation of singers of early till middle 20th century that left a myth after them? Where they gods or had special powers and sounded like that or you don’t hear any difference?

After 10 years lost, I finally found someone that knows how to train a voice and make the very best of it. His knowledge goes back to the old Italian school of bel canto and during my search is the only one I encountered that can actually teach this kind of emission of sound. For the first time in my years of studying singing, I found someone that doesn’t teach to search for a sensation inside your body, imitating or just do random things, but to truly listen the sound.

After one year of working with maestro D’Annunzio I am more than sure that I wasn’t wrong and made the right choice and continue to do so. The work that is needed is hard, especially if you need to erase 10 years of habits of the past but is really worth it if you want to make it to the top and see your voice in it’s full power. It’s like going to the gym for me. You need to be consistent, have patience and faith and the results will come for sure.

He is working very methodical and he really has the knowledge and finds the roots of every problem that a voice could have. Not only he is the best in his field of teaching someone to sing bel canto but also he has a deep knowledge of all types of voices, the right repertoire in opera and gives the right tools to everyone on how to learn and be well prepared for the stage.

I really wish that I would have encountered Luca D’Annunzio 10 years before in my path and the worst struggles would have been avoided, but still late is better than never! – Eva Giannopoulou, soprano greco.

 

La parola alunno ci conduce al verbo latino alere, che significa alimentare, sostenere, nutrire, far crescere. Qualunque studente che possiede il desiderio di convertirsi in un artista del canto ambisce di incontrare una persona che la guidi nel suo cammino, che lo nutra e lo aiuti a svilupparsi in tutto il suo potenziale. Luca D’Annunzio raduna un insieme di caratteristiche fuori serie, nell’attuale panorama dell’insegnamento e apprendimento del canto che fanno in modo tale che si meriti giustamente il titolo di maestro. Prima di tutto per la sua insuperabile conoscenza dei meccanismi di educazione della voce che gli permette di orientare i cantanti in un cammino di rigorosa attenzione, sviluppo e crescita nella tecnica vocale.

Fin dalla prima lezione si aprì di fronte a me un mondo di aspetti che mai erano stati così chiari e consistenti, mi trovai davanti a un docente capace di fare musica in forma ammirabile e che dava un’importanza fondamentale a aspetti che la maggior parte disdegna: l’educazione nell’arte drammatica, nella drammaturgia, nell’igiene vocale e ancora più sorprendente per me, nella storia del canto, nell’evoluzione e i fondamenti della scuola che ha prodotto tanti grandi artisti. Due cose di ordine distinto si convertirono in assi fondamentali della mia formazione a partire da quel momento: i riferimenti estetici che sono stati scoperti nel XIX secolo e le prime decadi del XX secolo e il massimo rispetto per l’ordine degli studi, pertanto di ciascun processo vocale, unico e personale.

Per la prima volta, dopo anni di studi incerti, la tecnica vocale non dipendeva dalla ricerca di “sensazioni” né tanto meno da “immagini” e altre illusioni confuse. La guida è il proprio suono, di cui apprendo informazioni progressivamente per identificarlo e che il mio maestro domina pienamente. All’educare di forma inestricabile i miei muscoli e la mia sensibilità educativa mi sento fiduciosa e sicura, non inseguo qualcosa di interno e estremamente soggettivo ma la manifestazione sono dei meccanismi invisibili della voce. In tutti i miei colleghi osservo il consolidamento graduale di un unico suono. Da questa cristallizzazione del suono personale dipende la possibilità di costruire non solo la propria personalità vocale-una voce riconoscibile fra le altre-ma fondamentalmente il cardine della personalità artistica.

In questo cammino, in contatto con la realtà del suono vocale pieno, mi sento profondamente grata di ricevere dal mio maestro i mezzi che mi permettono avvicinarmi alla comprensione delle testimonianze del passato, scritte e principalmente in musica. Lo stato attuale dell’iperspecializzazione e allontanamento dalle fonti che provoca danno con particolare crudeltà all’arte del canto, fanno doppiamente stimabile la sua ricerca teorica, che comprende la revisione e traduzione di trattati e metodi di canto pubblicati nel corso di cinque secoli della nostra storia e il suo inesauribile affanno di conoscenza che lo conduce, e a noi con lui, in un cammino infinito.

Arrivai al maestro D’Annunzio con l’intenzione di formarmi come cantante. Insieme a lui ho appreso un cammino di conoscenza di me stessa. Capisco che l’arte del canto esige dall’artista cantante la completa dedizione della sua vita intera. Che la paziente costruzione del nostro strumento, che è solo possibile a partire dalla cura e rispetto per innumerevoli questioni, la maggior parte estremamente sottili, ci costruisce come persone nell’arte e ci offre la possibilità di essere, insieme alla natura, padroni della nostra voce. È cresciuta in me la convinzione che è possibile restituire alla voce il luogo di importanza che ha dato alla luce tante opere magistrali-sostengo questa convinzione nelle indubitabili prove del nostro suono, che non sono più che il ponte fra i frutti immarcescibili del passato e le possibilità vive del presente.  – Belén Baptista, soprano uruguaiana.

Nel corso dei miei studi accademici ho frequentato numerose istituzioni di prestigio internazionale, dove i loro insegnanti non mettevano in pratica le basi dell’emissione del suono, cosa che mi impediva di sviluppare la mia vocalità dovendo cantare quello che potevo e non quello che era giusto secondo la vera natura della mia voce per quanto riguarda il mio registro e la mia tessitura.

Al contrario, il programma di studi guidato sotto la direzione del maestro D’Annunzio mi permette di ottenere il pieno sviluppo delle mie facoltà canore e uditive, ottenendo quella connessione imprescindibile tra orecchio e muscoli che dà come risultato il controllo volontario delle diverse qualità del suono. Si tratta di una metodologia onesta e severa basata sui principi fisiologici della voce e sui requisiti estetici della vera tradizione dell’arte del canto.

Luca D’Annunzio è un pedagogo onesto, di colto udito e amplia conoscenza della tradizione vocale italiana. Nelle sue lezioni si respira un rispetto costante e amore per l’arte nella sua forma più pura. – Juan Villanueva, tenore colombiano.

Fin da piccola amo cantare e anche se ho cantato in cori per molti anni e ho preso lezioni con differenti professori di canto, non mi sono mai immaginata di dedicarmi al canto solista. Fino a quando un giorno, così per caso presi la mia prima lezione con Luca D’Annunzio e uscii da lì con la convinzione di aver incontrato qualcosa che avevo sempre cercato senza saperlo, qualcosa di straordinario. Sono già passati diversi anni da quel giorno e tuttavia conservo la stessa sensazione alla fine di ogni lezione: la sensazione di allegria, libertà e sicurezza assoluta.

Luca è un pedagogo con qualità fuori dal comune: un udito magnifico, conosce alla perfezione il funzionamento dello strumento vocale, è un eccellente musicista e pianista e ha una solida formazione radicata nei precetti di una vera Scuola di canto. Al di là dell’essere una persona sincera, rispettosa dei processi personali, generoso, umile e dedito completamente ai suoi alunni e alla ricerca di un ideale di artista. È un vero Maestro.

Il processo di sviluppo vocale non ammette codardia nè pigrizia, è duro, sacrificato e spaventoso, però anche immensamente gratificante e rivelatore se si ha una mano ferma alla quale aggrapparsi. Per me, in questo processo lui è un pilastro inamovibile, una guida instancabile che mi offre fiducia e appoggio. Il passar del tempo non ha fatto altro che rafforzare il mio rispetto e la mia ammirazione per lui, e confermare la frase che tante volte gli ho sentito pronunciare: ci sono risultati per quelli che sono pazienti e costanti.

So con certezza che non esiste per me un maestro che non sia Luca D’Annunzio e che tutto quello che ho appreso grazie a lui mi ha modificato profondamente come persona e mi ha insegnato a amare e rispettare il canto. Mi sento orgogliosa di essere sua alunna e un’eterna debitrice per incoraggiarmi a percorrere il cammino dello sviluppo cosciente e profondo, nel quale tutti i giorni mi scopro e definisco la mia vocazione. – Angélica Pardo, soprano argentina.

È stato il maestro Stefano Landi, compositore di La morte d’Orfeo, che nel XVII secolo parlò per la prima volta di “artificio tecnico”. Le crescenti esigenze delle opere primogenite dello stile recitar cantando, sottomettevano i cantanti a corsi di rigorosi e prolungati studi di emissione del suono, poiché non era sufficiente contare su una dote vocale di qualità. Così operano gli altri stili vocali nella storia, richiedendo ai cantanti una vocalità ogni volta più raffinata, virtuosa e espressiva, capace di adattarsi ai requisiti estetici di ogni epoca e di ogni compositore.

Che cosa è successo con questa tradizione e con la metodologia di quel tempo? Oggigiorno molti alunni delle scuole e dei conservatori, terminano la loro formazione accademica, concepita come una somma di materie regolamentate, senza aver ricevuto nessuna educazione su come affrontare la carriera professionale; ciò che comporta fatica, problemi tecnici di tutte le tipologie, scelte di repertorio inadeguato, ecc.

Luca D’Annunzio è un maestro di canto che rende onore alla vecchia scuola italiana. È un pedagogo che educa la voce dei suoi alunni con il fine di svelare la loro vera identità canora, senza nessun artificio. È un compito che richiede disciplina e molta pazienza, però che si rende inevitabile per tutti coloro che vogliano dominare i propri mezzi a livello muscolare e auditivo, condizione sine qua non per essere un artista completo.

Il maestro D’Annunzio è un vero intenditore del suono in tutte le manifestazioni foniche, questo è quello che gli permette di portare la voce di ciascun alunno al massimo delle possibilità per quanto riguarda la bellezza. – Rubén Rodríguez, tenore spagnolo.

Opinioni 

Colleghi e mentori

Il giovane Luca D’Annunzio ha suscitato un acuto senso espressivo, una forte passione per l’arte e una dedizione incondizionata allo studio. Queste sono, secondo la mia opinione, alcune delle virtù che lo caratterizzano come musicista. – Antonio De Raco, Argentina. Concertista e pedagogo.

Musicista di eccezionale talento, solida formazione musicale e eccellenti attitudini interpretative. Grazie alla serietà del suo lavoro si è distinto con il conseguimento di una borsa di studio per favorire lo sviluppo della sua imminente carriera internazionale mediante la realizzazione di perfezionamenti all’estero. – Mónica Cosachov, Argentina. Direttrice del Fondo Nazionale delle Arti.

Raccomando ampiamente il pianista italo-argentino Luca D’Annunzio, musicista di solida formazione, grande talento e alto livello professionale, che si distingue per la sua maturità interpretativa, cultura di stili e possiede un’interessante personalità artistica e profondo pensiero musicale. […] Mi aspetto il meglio da questo artista, che possiede una grande capacità di lavoro e forte volontà interpretativa, e confido che riuscirà a raggiungere livelli artistici ancora più alti, perché credo che abbia le qualità necessarie per farlo. – Ofelia Montalván, Cuba. Master of Fine Arts del Conservatorio Tchaikovsky di Mosca.

Ho suonato insieme a Luca D’Annunzio nei concerti del ciclo di musica da camera dell’Orchestra Sinfonica e coro di Radio Televisione Spagnola, trasmessi in diretta dal Teatro Monumentale di Madrid.

Il signor D’Annunzio ha dimostrato essere un eccellente pianista, con una tecnica accurata e pulita, dotato di una sensibilità unica che conferisce grandi dosi di autenticità e bellezza a ciascuna delle sue interpretazioni. Collaborare con lui è stata una lezione di musicalità e di buon fare in ognuno dei saggi e concerti, ragione per la quale è della mia più assoluta fiducia e lo raccomando vivamente. – Mónica Raga, Spagna. Flautista solista dell’Orchestra sinfonica Radio Televisione Spagnola.
In qualità di professoressa di armonia e composizione, provo un grande piacere a presentare a Luca D’Annunzio. Si tratta di uno studente che non si incontra frequentemente, grazie al suo altissimo livello accademico, riflesso non solo nella sua immensa cultura musicale ma anche nel dominio di molte altre arti. Sorprende la forza del suo intelletto e la profondità delle conoscenze che possiede al livello di un esperto.

Il progresso impetuoso che Luca D’Annunzio manifesta studiando sotto la mia guida, non solo si evidenzia nell’approfondimento dei suoi studi pianistici, nell’analisi e in una maggior comprensione delle opere, ma anche nel raffinamento e nella maturità con la quale compie i suoi arrangiamenti, strumentazioni e lavori di composizione, svelando il suo raffinato gusto musicale e i suoi alti standard estetici musicali.

La sua audacia, lucidità intellettuale, grande capacità di lavoro e adattamento, umiltà e devozione per lo studio, lo faranno convertire in un artista straordinario, che senza alcun dubbio offrirà molto alla cultura musicale universale. – Yulia Kazharskaya, Rusia. Laureata presso la facoltà di Teoria e Storia della musica e composizione di Mosca. Dottoressa in musicologia nel Conservatorio Tchaikovsky di Mosca.

Luca D’Annunzio è il raro incontro di un pianista notevolmente dotato, tanto nella musica da camera come nel gran repertorio solista, un erudito con una conoscenza eccezionale della scuola italiana del canto del secolo XIX. È un professore di canto con un udito infallibile, metodo ed esigenti standard musicali. La sua è una scuola profondamente radicata nella tradizione del teatro e nel dramma italiano, con una solida base tecnica che risale a un’epoca nella quale vi era una particolare estetica e una filosofia del suono, che ad  oggi sono scomparse nelle moderne istituzioni di insegnamento musicale. Questa scuola permette che si senta e si capiscano  i cantanti fino all’ultima fila della platea di un teatro, in tutta l’estensione vocale con colore e belleza, essendo il testo e il fraseggio parte di una medesima struttura. Alcuni dei suoi alunni stanno chiamando l’attenzione in Spagna, e sono sicuro che alcuni di questi si convertiranno in nomi riconosciuti nel mondo dell’opera.  Nei miei trent’anni di carriera come cantante, raramente ho conosciuto qualcuno così tanto giovane e capace di trasmettere una conoscenza tecnica e una guida nel repertorio tanto solida con una sicurezza che la maggior parte dei professori impiegano molti anni nell’acquistarla. Non ho nessun dubbio che si convertirà in un referente di nota importanza. – Carlos Pérez Mansilla, Francia. Théâtre du Capitole de Toulouse.

Questo giovane maestro sostiene una scuola di grande valore che vive la lirica nell’attualità, essendo un erudito degli insegnamenti della scuola italiana. Grazie alla serietà del suo lavoro e alla dedizione incondizionata, si è distinto con la vincita di una borsa di studio nel “Concorso di borse di studio nazionale di investigazione” del Fondo Nazionale delle Arti (Segretaria di Cultura della Presidenza della Nazione Argentina), con lo scopo di poter rendere possibile la diffusione dei suoi lavori attraverso conferenze, seminari, lezioni magistrali e la pubblicazione di testi di sua produzione. – Fondo Nazionale delle Arti, Argentina.

Voglio far conoscere le eccellenti conoscenze che il signor Luca D’Annunzio possiede riguardo la voce e la sua grande pedagogia nel preparare cantanti. Quest’anno (2019), ho avuto l’immenso piacere di realizzare numerosi concerti con differenti suoi alunni e devo confessare il mio immenso stupore nell’ascoltare la qualità delle voci che il signor D’Annunzio aveva preparato. Come pianista concertatore è stato un piacere conoscere una persona tanto professionale e un pedagogo così eccellente come il signore D’Annunzio. – Óscar Lobete, Spagna. Repertorista di cantanti.

Sono 23 anni che lavoro come pianista professionale in Spagna a stretto contatto con il mondo del canto. Conobbi Luca D’Annunzio un po’ dopo il suo arrivo a Madrid e posso affermare senza dubbio che è un musicista eccezionale. Sono testimone del profondo impatto che i suoi insegnamenti hanno sui suoi allievi e dal principio della nostra collaborazione sono state evidenti le sue qualità innate: la sua vocazione come pedagogo, la sua passione per l’arte, la sua disciplina, la sua generosità, la sua sensibilità.

Essendo cosciente che i talenti naturali non sono sufficienti per convertirsi in un grande artista, ha fatto un grande sforzo per perfezionarsi fin dalla giovane età, con un’energia e capacità di lavoro inusuali. Il suo arduo lavoro, unito a i suoi doni meravigliosi, lo convertono in un vero e raro erede della grande tradizione vocale italiana, cosí come in un esperto pianista. – Dr. Alexandre Alcantara, Brasil. Repertorista di cantanti.

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