43

In qualità di professoressa di armonia e composizione, provo un grande piacere a presentare a Luca D’Annunzio. Si tratta di uno studente che non si incontra frequentemente, grazie al suo altissimo livello accademico, riflesso non solo nella sua immensa cultura musicale ma anche nel dominio di molte altre arti. Sorprende la forza del suo intelletto e la profondità delle conoscenze che possiede al livello di un esperto.

Il progresso impetuoso che Luca D’Annunzio manifesta studiando sotto la mia guida, non solo si evidenzia nell’approfondimento dei suoi studi pianistici, nell’analisi e in una maggior comprensione delle opere, ma anche nel raffinamento e nella maturità con la quale compie i suoi arrangiamenti, strumentazioni e lavori di composizione, svelando il suo raffinato gusto musicale e i suoi alti standard estetici musicali.

La sua audacia, lucidità intellettuale, grande capacità di lavoro e adattamento, umiltà e devozione per lo studio, lo faranno convertire in un artista straordinario, che senza alcun dubbio offrirà molto alla cultura musicale universale.

Yulia Kazharskaya
Laureata presso la facoltà di Teoria e Storia della musica e composizione di Mosca.
Dottoressa in musicologia nel Conservatorio Tchaikovsky di Mosca.

 

Questo giovane maestro sostiene una scuola di grande valore che vive la lirica nell’attualità, essendo un erudito degli insegnamenti della scuola italiana. Grazie alla serietà del suo lavoro e alla dedizione incondizionata, si è distinto con la vincita di una borsa di studio nel “Concorso di borse di studio nazionale di investigazione” del Fondo Nazionale delle Arti (Segretaria di Cultura della Presidenza della Nazione Argentina), con lo scopo di poter rendere possibile la diffusione dei suoi lavori attraverso conferenze, seminari, lezioni magistrali e la pubblicazione di testi di sua produzione.

Fondo Nazionale delle Arti

 

Luca D’Annunzio è il raro incontro di un pianista notevolmente dotato, tanto nella musica da camera come nel gran repertorio solista, un erudito con una conoscenza eccezionale della scuola italiana del canto del secolo XIX. È un professore di canto con un udito infallibile, metodo ed esigenti standard musicali. La sua è una scuola profondamente radicata nella tradizione del teatro e nel dramma italiano, con una solida base tecnica che risale a un’epoca nella quale vi era una particolare estetica e una filosofia del suono, che ad oggi sono scomparse nelle moderne istituzioni di insegnamento musicale. Questa scuola permette che si senta e si capiscano i cantanti fino all’ultima fila della platea di un teatro, in tutta l’estensione vocale con colore e belleza, essendo il testo e il fraseggio parte di una medesima struttura. Alcuni dei suoi alunni stanno chiamando l’attenzione in Spagna, e sono sicuro che alcuni di questi si convertiranno in nomi riconosciuti nel mondo dell’opera. Nei miei trent’anni di carriera come cantante, raramente ho conosciuto qualcuno così tanto giovane e capace di trasmettere una conoscenza tecnica e una guida nel repertorio tanto solida con una sicurezza che la maggior parte dei professori impiegano molti anni nell’acquistarla. Non ho nessun dubbio che si convertirà in un referente di nota importanza.

Carlos Pérez Mansilla
Théâtre du Capitole de Toulouse

Opinioni di colleghi e mentori

Il giovane Luca D’Annunzio ha suscitato un acuto senso espressivo, una forte passione per l’arte e una dedizione incondizionata allo studio. Queste sono, secondo la mia opinione, alcune delle virtù che lo caratterizzano come musicista.

Antonio De Raco
Concertista e pedagogo

 

Musicista di eccezionale talento, solida formazione musicale e eccellenti attitudini interpretative. Grazie alla serietà del suo lavoro si è distinto con il conseguimento di una borsa di studio per favorire lo sviluppo della sua imminente carriera internazionale mediante la realizzazione di perfezionamenti all’estero.

Mónica Cosachov
Direttrice del Fondo Nazionale delle Arti

 

Raccomando ampiamente il pianista italo-argentino Luca D’Annunzio, musicista di solida formazione, grande talento e alto livello professionale, che si distingue per la sua maturità interpretativa, cultura di stili e possiede un’interessante personalità artistica e profondo pensiero musicale. […] Mi aspetto il meglio da questo artista, che possiede una grande capacità di lavoro e forte volontà interpretativa, e confido che riuscirà a raggiungere livelli artistici ancora più alti, perché credo che abbia le qualità necessarie per farlo.

Ofelia Montalván
Master of Fine Arts del Conservatorio Tchaikovsky di Mosca

 

Ho suonato insieme a Luca D’Annunzio nei concerti del ciclo di musica da camera dell’Orchestra Sinfonica e coro di Radio Televisione Spagnola, trasmessi in diretta dal Teatro Monumentale di Madrid.

Il signor D’Annunzio ha dimostrato essere un eccellente pianista, con una tecnica accurata e pulita, dotato di una sensibilità unica che conferisce grandi dosi di autenticità e bellezza a ciascuna delle sue interpretazioni. Collaborare con lui è stata una lezione di musicalità e di buon fare in ognuno dei saggi e concerti, ragione per la quale è della mia più assoluta fiducia e lo raccomando vivamente.

Mónica Raga
Flautista solista dell’Orchestra sinfonica Radio Televisione Spagnola

 

Possedendo una grande sensibilità e duttilità nell’affrontare il repertorio, Luca D’Annunzio riesce ad adattarsi con facilità ad ogni stile e alle intenzioni del compositore. Pianista di alte capacità tecniche ed espressive che si aggiungono alla sua volontà di studio e ad una costante preoccupazione per le qualità del suono, il colore e la trama musicale fanno del suo lavoro un vero piacere.

Claudia  Yepes
Orchestra sinfonica e Coro Radio Televisione Spagnola

 

Voglio far conoscere le eccellenti conoscenze che il signor Luca D’Annunzio possiede riguardo la voce e la sua grande pedagogia nel preparare cantanti. Quest’anno (2019), ho avuto l’immenso piacere di realizzare numerosi concerti con differenti suoi alunni e devo confessare il mio immenso stupore nell’ascoltare la qualità delle voci che il signor D’Annunzio aveva preparato. Come pianista concertatore è stato un piacere conoscere una persona tanto professionale e un pedagogo così eccellente come il signore D’Annunzio.

Óscar Lobete
Repertorista di cantanti

 

Sono 23 anni che lavoro come pianista professionista in Spagna a stretto contatto con il mondo del canto. Conobbi Luca D’Annunzio un po’ dopo il suo arrivo a Madrid e posso affermare senza dubbio che è un musicista eccezionale. Sono testimone del profondo impatto che i suoi insegnamenti hanno sui suoi allievi e dal principio della nostra collaborazione sono state evidenti le sue qualità innate: la sua vocazione come pedagogo, la sua passione per l’arte, la sua disciplina, la sua generosità, la sua sensibilità.

Essendo cosciente che i talenti naturali non sono sufficienti per convertirsi in un grande artista, ha fatto un grande sforzo per perfezionarsi fin dalla giovane età, con un’energia e capacità di lavoro inusuali. Il suo arduo lavoro, unito a i suoi doni meravigliosi, lo convertono in un vero e raro erede della grande tradizione vocale italiana, cosí come in un esperto pianista.

Dr. Alexandre Alcantara
Repertorista di cantanti

43

Opinioni di colleghi e mentori

Il giovane Luca D’Annunzio ha suscitato un acuto senso espressivo, una forte passione per l’arte e una dedizione incondizionata allo studio. Queste sono, secondo la mia opinione, alcune delle virtù che lo caratterizzano come musicista.

Antonio De Raco
Concertista e pedagogo

 

Musicista di eccezionale talento, solida formazione musicale e eccellenti attitudini interpretative. Grazie alla serietà del suo lavoro si è distinto con il conseguimento di una borsa di studio per favorire lo sviluppo della sua imminente carriera internazionale mediante la realizzazione di perfezionamenti all’estero.

Mónica Cosachov
Direttrice del Fondo Nazionale delle Arti

 

Raccomando ampiamente il pianista italo-argentino Luca D’Annunzio, musicista di solida formazione, grande talento e alto livello professionale, che si distingue per la sua maturità interpretativa, cultura di stili e possiede un’interessante personalità artistica e profondo pensiero musicale. […] Mi aspetto il meglio da questo artista, che possiede una grande capacità di lavoro e forte volontà interpretativa, e confido che riuscirà a raggiungere livelli artistici ancora più alti, perché credo che abbia le qualità necessarie per farlo.

Ofelia Montalván
Master of Fine Arts del Conservatorio Tchaikovsky di Mosca

 

In qualità di professoressa di armonia e composizione, provo un grande piacere a presentare a Luca D’Annunzio. Si tratta di uno studente che non si incontra frequentemente, grazie al suo altissimo livello accademico, riflesso non solo nella sua immensa cultura musicale ma anche nel dominio di molte altre arti. Sorprende la forza del suo intelletto e la profondità delle conoscenze che possiede al livello di un esperto.

Il progresso impetuoso che Luca D’Annunzio manifesta studiando sotto la mia guida, non solo si evidenzia nell’approfondimento dei suoi studi pianistici, nell’analisi e in una maggior comprensione delle opere, ma anche nel raffinamento e nella maturità con la quale compie i suoi arrangiamenti, strumentazioni e lavori di composizione, svelando il suo raffinato gusto musicale e i suoi alti standard estetici musicali.

La sua audacia, lucidità intellettuale, grande capacità di lavoro e adattamento, umiltà e devozione per lo studio, lo faranno convertire in un artista straordinario, che senza alcun dubbio offrirà molto alla cultura musicale universale.

Yulia Kazharskaya
Laureata presso la facoltà di Teoria e Storia della musica e composizione di Mosca.
Dottoressa in musicologia nel Conservatorio Tchaikovsky di Mosca.

 

Questo giovane maestro sostiene una scuola di grande valore che vive la lirica nell’attualità, essendo un erudito degli insegnamenti della scuola italiana. Grazie alla serietà del suo lavoro e alla dedizione incondizionata, si è distinto con la vincita di una borsa di studio nel “Concorso di borse di studio nazionale di investigazione” del Fondo Nazionale delle Arti (Segretaria di Cultura della Presidenza della Nazione Argentina), con lo scopo di poter rendere possibile la diffusione dei suoi lavori attraverso conferenze, seminari, lezioni magistrali e la pubblicazione di testi di sua produzione.

Fondo Nazionale delle Arti

 

Luca D’Annunzio è il raro incontro di un pianista notevolmente dotato, tanto nella musica da camera come nel gran repertorio solista, un erudito con una conoscenza eccezionale della scuola italiana del canto del secolo XIX. È un professore di canto con un udito infallibile, metodo ed esigenti standard musicali. La sua è una scuola profondamente radicata nella tradizione del teatro e nel dramma italiano, con una solida base tecnica che risale a un’epoca nella quale vi era una particolare estetica e una filosofia del suono, che ad oggi sono scomparse nelle moderne istituzioni di insegnamento musicale. Questa scuola permette che si senta e si capiscano i cantanti fino all’ultima fila della platea di un teatro, in tutta l’estensione vocale con colore e belleza, essendo il testo e il fraseggio parte di una medesima struttura. Alcuni dei suoi alunni stanno chiamando l’attenzione in Spagna, e sono sicuro che alcuni di questi si convertiranno in nomi riconosciuti nel mondo dell’opera. Nei miei trent’anni di carriera come cantante, raramente ho conosciuto qualcuno così tanto giovane e capace di trasmettere una conoscenza tecnica e una guida nel repertorio tanto solida con una sicurezza che la maggior parte dei professori impiegano molti anni nell’acquistarla. Non ho nessun dubbio che si convertirà in un referente di nota importanza.

Carlos Pérez Mansilla
Théâtre du Capitole de Toulouse

 

Ho suonato insieme a Luca D’Annunzio nei concerti del ciclo di musica da camera dell’Orchestra Sinfonica e coro di Radio Televisione Spagnola, trasmessi in diretta dal Teatro Monumentale di Madrid.

Il signor D’Annunzio ha dimostrato essere un eccellente pianista, con una tecnica accurata e pulita, dotato di una sensibilità unica che conferisce grandi dosi di autenticità e bellezza a ciascuna delle sue interpretazioni. Collaborare con lui è stata una lezione di musicalità e di buon fare in ognuno dei saggi e concerti, ragione per la quale è della mia più assoluta fiducia e lo raccomando vivamente.

Mónica Raga
Flautista solista dell’Orchestra sinfonica Radio Televisione Spagnola

 

Possedendo una grande sensibilità e duttilità nell’affrontare il repertorio, Luca D’Annunzio riesce ad adattarsi con facilità ad ogni stile e alle intenzioni del compositore. Pianista di alte capacità tecniche ed espressive che si aggiungono alla sua volontà di studio e ad una costante preoccupazione per le qualità del suono, il colore e la trama musicale fanno del suo lavoro un vero piacere.

Claudia  Yepes
Orchestra sinfonica e Coro Radio Televisione Spagnola

 

Voglio far conoscere le eccellenti conoscenze che il signor Luca D’Annunzio possiede riguardo la voce e la sua grande pedagogia nel preparare cantanti. Quest’anno (2019), ho avuto l’immenso piacere di realizzare numerosi concerti con differenti suoi alunni e devo confessare il mio immenso stupore nell’ascoltare la qualità delle voci che il signor D’Annunzio aveva preparato. Come pianista concertatore è stato un piacere conoscere una persona tanto professionale e un pedagogo così eccellente come il signore D’Annunzio.

Óscar Lobete
Repertorista di cantanti

 

Sono 23 anni che lavoro come pianista professionista in Spagna a stretto contatto con il mondo del canto. Conobbi Luca D’Annunzio un po’ dopo il suo arrivo a Madrid e posso affermare senza dubbio che è un musicista eccezionale. Sono testimone del profondo impatto che i suoi insegnamenti hanno sui suoi allievi e dal principio della nostra collaborazione sono state evidenti le sue qualità innate: la sua vocazione come pedagogo, la sua passione per l’arte, la sua disciplina, la sua generosità, la sua sensibilità.

Essendo cosciente che i talenti naturali non sono sufficienti per convertirsi in un grande artista, ha fatto un grande sforzo per perfezionarsi fin dalla giovane età, con un’energia e capacità di lavoro inusuali. Il suo arduo lavoro, unito a i suoi doni meravigliosi, lo convertono in un vero e raro erede della grande tradizione vocale italiana, cosí come in un esperto pianista.

Dr. Alexandre Alcantara
Repertorista di cantanti

LUCA 313 copia

Opinioni degli alunni

La parola alunno ci conduce al verbo latino alere, che significa alimentare, sostenere, nutrire, far crescere. Qualunque studente che possiede il desiderio di convertirsi in un artista del canto ambisce di incontrare una persona che la guidi nel suo cammino, che lo nutra e lo aiuti a svilupparsi in tutto il suo potenziale. Luca D’Annunzio raduna un insieme di caratteristiche fuori serie, nell’attuale panorama dell’insegnamento e apprendimento del canto che fanno in modo tale che si meriti giustamente il titolo di maestro. Prima di tutto per la sua insuperabile conoscenza dei meccanismi di educazione della voce che gli permette di orientare i cantanti in un cammino di rigorosa attenzione, sviluppo e crescita nella tecnica vocale.

Fin dalla prima lezione si aprì di fronte a me un mondo di aspetti che mai erano stati così chiari e consistenti, mi trovai davanti a un docente capace di fare musica in forma ammirabile e che dava un’importanza fondamentale a aspetti che la maggior parte disdegna: l’educazione nell’arte drammatica, nella drammaturgia, nell’igiene vocale e ancora più sorprendente per me, nella storia del canto, nell’evoluzione e i fondamenti della scuola che ha prodotto tanti grandi artisti. Due cose di ordine distinto si convertirono in assi fondamentali della mia formazione a partire da quel momento: i riferimenti estetici che sono stati scoperti nel XIX secolo e le prime decadi del XX secolo e il massimo rispetto per l’ordine degli studi, pertanto di ciascun processo vocale, unico e personale.

Per la prima volta, dopo anni di studi incerti, la tecnica vocale non dipendeva dalla ricerca di “sensazioni” né tanto meno da “immagini” e altre illusioni confuse. La guida è il proprio suono, di cui apprendo informazioni progressivamente per identificarlo e che il mio maestro domina pienamente. All’educare di forma inestricabile i miei muscoli e la mia sensibilità educativa mi sento fiduciosa e sicura, non inseguo qualcosa di interno e estremamente soggettivo ma la manifestazione sono dei meccanismi invisibili della voce. In tutti i miei colleghi osservo il consolidamento graduale di un unico suono. Da questa cristallizzazione del suono personale dipende la possibilità di costruire non solo la propria personalità vocale-una voce riconoscibile fra le altre-ma fondamentalmente il cardine della personalità artistica.

In questo cammino, in contatto con la realtà del suono vocale pieno, mi sento profondamente grata di ricevere dal mio maestro i mezzi che mi permettono avvicinarmi alla comprensione delle testimonianze del passato, scritte e principalmente in musica. Lo stato attuale dell’iperspecializzazione e allontanamento dalle fonti che provoca danno con particolare crudeltà all’arte del canto, fanno doppiamente stimabile la sua ricerca teorica, che comprende la revisione e traduzione di trattati e metodi di canto pubblicati nel corso di cinque secoli della nostra storia e il suo inesauribile affanno di conoscenza che lo conduce, e a noi con lui, in un cammino infinito.

Arrivai al maestro D’Annunzio con l’intenzione di formarmi come cantante. Insieme a lui ho appreso un cammino di conoscenza di me stessa. Capisco che l’arte del canto esige dall’artista cantante la completa dedizione della sua vita intera. Che la paziente costruzione del nostro strumento, che è solo possibile a partire dalla cura e rispetto per innumerevoli questioni, la maggior parte estremamente sottili, ci costruisce come persone nell’arte e ci offre la possibilità di essere, insieme alla natura, padroni della nostra voce. È cresciuta in me la convinzione che è possibile restituire alla voce il luogo di importanza che ha dato alla luce tante opere magistrali-sostengo questa convinzione nelle indubitabili prove del nostro suono, che non sono più che il ponte fra i frutti immarcescibili del passato e le possibilità vive del presente. 

Belén Baptista, soprano uruguaiana.

 

Dove altri vedono problemi, Luca D’Annunzio vede grandi potenziali, materie prime di qualità spesso sprecate le quali le sviluppa e le dà la forma più adeguata senza alterare la natura di ogni strumento. Gioielli unici e a misura, conformi ai valori della scuola romantica italiana, fonte dalla quale ha origine la sua conoscenza.

La mia esperienza come sua alunna non può non definirsi che rivelatrice, nella quale la parola maestro adotta nuovi significati e appassionanti dimensioni. Sarebbe a volte più adeguato l’uso della parola antimaestro, dato che in una realtà nella quale la tecnica del canto si trova totalmente indefinita e dispersa in microcosmi di metodi personali, sensazioni e immagini soggettive che comportano la frammentazione fisiologica della strumento, Luca D’Annunzio scommette sullo sviluppo dell’audizione come il mezzo più efficace, risultando la corretta costruzione dello strumento una mera conseguenza della ricerca della perfezione estetica.

Luca D’annunzio rende nuovamente leggibili i concetti indicati una e più volte nei più importanti trattati della storia del canto, dotandoli di un senso completo, riaccendendo le loro premesse e ricostruendo la loro filosofia e maniera di vita, trascendendo dal mero piano vocale, per trasformare tutti gli ambiti della nostra esistenza.

Inés Ballesteros, soprano española.

 

È stato il maestro Stefano Landi, compositore di La morte d’Orfeo, che nel XVII secolo parlò per la prima volta di “artificio tecnico”. Le crescenti esigenze delle opere primogenite dello stile recitar cantando, sottomettevano i cantanti a corsi di rigorosi e prolungati studi di emissione del suono, poiché non era sufficiente contare su una dote vocale di qualità. Così operano gli altri stili vocali nella storia, richiedendo ai cantanti una vocalità ogni volta più raffinata, virtuosa e espressiva, capace di adattarsi ai requisiti estetici di ogni epoca e di ogni compositore.

Che cosa è successo con questa tradizione e con la metodologia di quel tempo? Oggigiorno molti alunni delle scuole e dei conservatori, terminano la loro formazione accademica, concepita come una somma di materie regolamentate, senza aver ricevuto nessuna educazione su come affrontare la carriera professionale; ciò che comporta fatica, problemi tecnici di tutte le tipologie, scelte di repertorio inadeguato, ecc.

Luca D’Annunzio è un maestro di canto che rende onore alla vecchia scuola italiana. È un pedagogo che educa la voce dei suoi alunni con il fine di svelare la loro vera identità canora, senza nessun artificio. È un compito che richiede disciplina e molta pazienza, però che si rende inevitabile per tutti coloro che vogliano dominare i propri mezzi a livello muscolare e auditivo, condizione sine qua non per essere un artista completo.

Il maestro D’Annunzio è un vero intenditore del suono in tutte le manifestazioni foniche, questo è quello che gli permette di portare la voce di ciascun alunno al massimo delle possibilità per quanto riguarda la bellezza.

Laura Bazzi, soprano italiana.

 

Ho conosciuto Luca D’Annunzio per casualità, nella sterile ricerca di una guida per il canto. Ho iniziato a prendere lezioni con lui e immediatamente mi ha attirato l’attenzione la sua dedizione e professionalità nel trasmettere in maniera efficiente le sue conoscenze in ogni lezione. È stato in quel momento che mi resi conto si essere sotto la guida di un vero Maestro.

Lo scoprire la scuola che lui rappresenta è stato un processo graduale, come chi aspetta il sole che sorga. È tutto molto profondo, si basa sull’esperienza e i tempi personali poiché ti insegna a comprendere, ti forma come alunno e come persona. In questa scuola per la prima volta tutto ha preso un senso per me: la musica è suono e apprendiamo direttamente da questo, per comprenderlo deve crescere l’estetica e personalmente, per essere ricettivo a quello che ci insegna il suono. Questo cammino, che sembra ciclico, lo si comprende effettuandolo, con ciascun passo conosciamo il nostro strumento, l’arte musicale e la sua estetica; comprendiamo l’importanza della perseveranza e la pazienza, e il superamento delle nostre barriere.

Il compromesso intimo di Luca D’Annunzio con l’arte vocale, così come il suo instancabile lavoro, sapienza, pazienza e generosità con i suoi studenti, fanno sì che questa scuola di geniali qualità sia una realtà. Il Maestro Luca D’Annunzio è la scuola che rappresenta l’arte del canto. Per qualcuno come me, che è interessato a percorrere il sentiero della musica e del canto, aver conosciuto il Maestro Luca D’Annunzio è stato e continua ad essere una benedizione.

Alex Persoglia, tenore italo-argentino.

 

Fin da piccola amo cantare e anche se ho cantato in cori per molti anni e ho preso lezioni con differenti professori di canto, non mi sono mai immaginata di dedicarmi al canto solista. Fino a quando un giorno, così per caso presi la mia prima lezione con Luca D’Annunzio e uscii da lì con la convinzione di aver incontrato qualcosa che avevo sempre cercato senza saperlo, qualcosa di straordinario. Sono già passati diversi anni da quel giorno e tuttavia conservo la stessa sensazione alla fine di ogni lezione: la sensazione di allegria, libertà e sicurezza assoluta.

Luca è un pedagogo con qualità fuori dal comune: un udito magnifico, conosce alla perfezione il funzionamento dello strumento vocale, è un eccellente musicista e pianista e ha una solida formazione radicata nei precetti di una vera Scuola di canto. Al di là dell’essere una persona sincera, rispettosa dei processi personali, generoso, umile e dedito completamente ai suoi alunni e alla ricerca di un ideale di artista. È un vero Maestro.

Il processo di sviluppo vocale non ammette codardia nè pigrizia, è duro, sacrificato e spaventoso, però anche immensamente gratificante e rivelatore se si ha una mano ferma alla quale aggrapparsi. Per me, in questo processo lui è un pilastro inamovibile, una guida instancabile che mi offre fiducia e appoggio. Il passar del tempo non ha fatto altro che rafforzare il mio rispetto e la mia ammirazione per lui, e confermare la frase che tante volte gli ho sentito pronunciare: ci sono risultati per quelli che sono pazienti e costanti.

So con certezza che non esiste per me un maestro che non sia Luca D’Annunzio e che tutto quello che ho appreso grazie a lui mi ha modificato profondamente come persona e mi ha insegnato a amare e rispettare il canto. Mi sento orgogliosa di essere sua alunna e un’eterna debitrice per incoraggiarmi a percorrere il cammino dello sviluppo cosciente e profondo, nel quale tutti i giorni mi scopro e definisco la mia vocazione.

Angélica Pardo, soprano italo-argentina.

 

È passato poco meno di un mese dal giorno in cui ho iniziato i miei studi di canto sotto la guida del Maestro D’Annunzio e nonostante il poco tempo da cui ricevo i suoi insegnamenti, posso testimoniare fermamente nell’efficacia della sua metodologia. Efficacia che mi ha deciso affidarli il presente e il futuro della mia voce.

Luca D’Annunzio è un pedagogo onesto, di colto udito e amplia conoscenza della tradizione vocale italiana. Nelle sue lezioni si respira un rispetto costante e amore per l’arte nella sua forma più pura.

Juan Villanueva, tenore colombiano.

 

Accompagnato dalla più illustre letteratura pedagogica vocale del Romanticismo, il maestro D’Annunzio ottiene alla perfezione l’identificazione delle più complesse problematiche della voce cantata. Il suo lavoro non si limita all’esercizio vocale quotidiano, ma inculca e insiste molto sul fatto di ascoltare i referenti storici eredi della Scuola Romantica Italiana come mezzo di apprendimento.

Nel mio caso, in particolare ho potuto constatare l’esistenza di un metodo coetaneo senza paragone, con un empirismo oggigiorno carente nell’insegnamento vocale. I risultati imprevisti conducono direttamente ad una linea pedagogica chiara e immediata, propensa a una voce più libera, più flessibile, capace e colorita.

Oltre ad offrire un ambiente cordiale e amabile che facilita lo studio, il suo lavoro condotto dal rigore e dalla ragione, è strategicamente ordinato con l’obiettivo di cercare la massima raffinatezza e il rendere un artista dotato delle qualità necessarie per affrontare una carriera melodrammatica.

Rubén Rodríguez, tenore spagnolo.

 

Nell’incessante ricerca di una guida di un maestro di canto al quale affidarmi, ricevetti notizia del Maestro D’Annunzio. Sapevo poco della metodologia di questo maestro, però fidandomi della persona che me lo raccomandò e nel desiderio di migliorare, mi presentai e iniziai il processo di valutazione.

Mi meravigliai al verificare che un maestro si prendesse il tempo di conoscere lo strumento di una persona, prima di decidere se è possibile iniziare un percorso di apprendimento o meno. Così lui svelò le mie reali possibilità di registro e tessitura, i difetti naturali della mia voce e i vizi acquisiti attraverso la pratica inappropriata come parte di questa “educazione” ricevuta dai miei precedenti professori. Io assistevo con stupore perché lui lo faceva con molta semplicità e chiarità riuscendo a modellare il mio suono secondo la sua volontà, quello che contrastava enormemente con il tortuoso e complicato che era stato per me lo studio del canto fino a quel giorno.

Scoprii che il canto non si studia attraverso sensazioni ma con udito e da partire da qui si sviluppano riflessi neuro muscolari che permettono il controllo dello strumento. Detti riflessi si sviluppano attraverso una pratica muscolare appropriata, sempre vincolata all’ideale estetico, alla bellezza del suono. Mi rimase impressa la frase che mi ha detto molte volte: è la buona qualità del suono quello che giustifica i mezzi con i quali si deve sviluppare la possibilità motoria. Mai il contrario… Durante i giorni in cui abbiamo continuato con la valutazione il mio suono aveva preso una nuova direzione e iniziavo a ascoltare le differenti qualità di suono sopra le quali dovevo lavorare e quelle che dovevo evitare.

Come se fosse poco, la valutazione terminò con una serie di prove circa le differenti competenze musicali che secondo il maestro sono di grande importanza per lo studio del canto. Sentii molta vergogna nel vedere che non potevo fare quasi nulla di quello che mi veniva chiesto e questo rendeva chiaro che la mia formazione musicale era povera e insufficiente nonostante avessi terminato il conservatorio. Questo oltre ad essere frustrante, mi ha dato la possibilità di conoscere i miei punti deboli e gli aspetti che devo riaffermare per arrivare a essere un cantante completo.

Mi sento fortunato ad essere un alunno del maestro D’Annunzio e di poter apprendere con calma e senza preoccupazioni. Essere suo alunno implica compromesso, rispetto, intelligenza, grande sensibilità e molta disciplina. È un maestro anacronistico e all’antica in molti aspetti dai quali evidenzio il rigore dello studio, la passione per quello che fa e l’amore per il bello.

Andrea Parisi, tenore italiano.

LUCA 313 copia

Dove altri vedono problemi, Luca D’Annunzio vede grandi potenziali, materie prime di qualità spesso sprecate le quali le sviluppa e le dà la forma più adeguata senza alterare la natura di ogni strumento. Gioielli unici e a misura, conformi ai valori della scuola romantica italiana, fonte dalla quale ha origine la sua conoscenza.

La mia esperienza come sua alunna non può non definirsi che rivelatrice, nella quale la parola maestro adotta nuovi significati e appassionanti dimensioni. Sarebbe a volte più adeguato l’uso della parola antimaestro, dato che in una realtà nella quale la tecnica del canto si trova totalmente indefinita e dispersa in microcosmi di metodi personali, sensazioni e immagini soggettive che comportano la frammentazione fisiologica della strumento, Luca D’Annunzio scommette sullo sviluppo dell’audizione come il mezzo più efficace, risultando la corretta costruzione dello strumento una mera conseguenza della ricerca della perfezione estetica.

Luca D’annunzio rende nuovamente leggibili i concetti indicati una e più volte nei più importanti trattati della storia del canto, dotandoli di un senso completo, riaccendendo le loro premesse e ricostruendo la loro filosofia e maniera di vita, trascendendo dal mero piano vocale, per trasformare tutti gli ambiti della nostra esistenza.

Inés Ballesteros, soprano española.

 

È stato il maestro Stefano Landi, compositore di La morte d’Orfeo, che nel XVII secolo parlò per la prima volta di “artificio tecnico”. Le crescenti esigenze delle opere primogenite dello stile recitar cantando, sottomettevano i cantanti a corsi di rigorosi e prolungati studi di emissione del suono, poiché non era sufficiente contare su una dote vocale di qualità. Così operano gli altri stili vocali nella storia, richiedendo ai cantanti una vocalità ogni volta più raffinata, virtuosa e espressiva, capace di adattarsi ai requisiti estetici di ogni epoca e di ogni compositore.

Che cosa è successo con questa tradizione e con la metodologia di quel tempo? Oggigiorno molti alunni delle scuole e dei conservatori, terminano la loro formazione accademica, concepita come una somma di materie regolamentate, senza aver ricevuto nessuna educazione su come affrontare la carriera professionale; ciò che comporta fatica, problemi tecnici di tutte le tipologie, scelte di repertorio inadeguato, ecc.

Luca D’Annunzio è un maestro di canto che rende onore alla vecchia scuola italiana. È un pedagogo che educa la voce dei suoi alunni con il fine di svelare la loro vera identità canora, senza nessun artificio. È un compito che richiede disciplina e molta pazienza, però che si rende inevitabile per tutti coloro che vogliano dominare i propri mezzi a livello muscolare e auditivo, condizione sine qua non per essere un artista completo.

Il maestro D’Annunzio è un vero intenditore del suono in tutte le manifestazioni foniche, questo è quello che gli permette di portare la voce di ciascun alunno al massimo delle possibilità per quanto riguarda la bellezza.

Laura Bazzi, soprano italiana.

 

Ho conosciuto Luca D’Annunzio per casualità, nella sterile ricerca di una guida per il canto. Ho iniziato a prendere lezioni con lui e immediatamente mi ha attirato l’attenzione la sua dedizione e professionalità nel trasmettere in maniera efficiente le sue conoscenze in ogni lezione. È stato in quel momento che mi resi conto si essere sotto la guida di un vero Maestro.

Lo scoprire la scuola che lui rappresenta è stato un processo graduale, come chi aspetta il sole che sorga. È tutto molto profondo, si basa sull’esperienza e i tempi personali poiché ti insegna a comprendere, ti forma come alunno e come persona. In questa scuola per la prima volta tutto ha preso un senso per me: la musica è suono e apprendiamo direttamente da questo, per comprenderlo deve crescere l’estetica e personalmente, per essere ricettivo a quello che ci insegna il suono. Questo cammino, che sembra ciclico, lo si comprende effettuandolo, con ciascun passo conosciamo il nostro strumento, l’arte musicale e la sua estetica; comprendiamo l’importanza della perseveranza e la pazienza, e il superamento delle nostre barriere.

Il compromesso intimo di Luca D’Annunzio con l’arte vocale, così come il suo instancabile lavoro, sapienza, pazienza e generosità con i suoi studenti, fanno sì che questa scuola di geniali qualità sia una realtà. Il Maestro Luca D’Annunzio è la scuola che rappresenta l’arte del canto. Per qualcuno come me, che è interessato a percorrere il sentiero della musica e del canto, aver conosciuto il Maestro Luca D’Annunzio è stato e continua ad essere una benedizione.

Alex Persoglia, tenore italo-argentino.

 

Fin da piccola amo cantare e anche se ho cantato in cori per molti anni e ho preso lezioni con differenti professori di canto, non mi sono mai immaginata di dedicarmi al canto solista. Fino a quando un giorno, così per caso presi la mia prima lezione con Luca D’Annunzio e uscii da lì con la convinzione di aver incontrato qualcosa che avevo sempre cercato senza saperlo, qualcosa di straordinario. Sono già passati diversi anni da quel giorno e tuttavia conservo la stessa sensazione alla fine di ogni lezione: la sensazione di allegria, libertà e sicurezza assoluta.

Luca è un pedagogo con qualità fuori dal comune: un udito magnifico, conosce alla perfezione il funzionamento dello strumento vocale, è un eccellente musicista e pianista e ha una solida formazione radicata nei precetti di una vera Scuola di canto. Al di là dell’essere una persona sincera, rispettosa dei processi personali, generoso, umile e dedito completamente ai suoi alunni e alla ricerca di un ideale di artista. È un vero Maestro.

Il processo di sviluppo vocale non ammette codardia nè pigrizia, è duro, sacrificato e spaventoso, però anche immensamente gratificante e rivelatore se si ha una mano ferma alla quale aggrapparsi. Per me, in questo processo lui è un pilastro inamovibile, una guida instancabile che mi offre fiducia e appoggio. Il passar del tempo non ha fatto altro che rafforzare il mio rispetto e la mia ammirazione per lui, e confermare la frase che tante volte gli ho sentito pronunciare: ci sono risultati per quelli che sono pazienti e costanti.

So con certezza che non esiste per me un maestro che non sia Luca D’Annunzio e che tutto quello che ho appreso grazie a lui mi ha modificato profondamente come persona e mi ha insegnato a amare e rispettare il canto. Mi sento orgogliosa di essere sua alunna e un’eterna debitrice per incoraggiarmi a percorrere il cammino dello sviluppo cosciente e profondo, nel quale tutti i giorni mi scopro e definisco la mia vocazione.

Angélica Pardo, soprano italo-argentina.

Opinioni degli alunni

La parola alunno ci conduce al verbo latino alere, che significa alimentare, sostenere, nutrire, far crescere. Qualunque studente che possiede il desiderio di convertirsi in un artista del canto ambisce di incontrare una persona che la guidi nel suo cammino, che lo nutra e lo aiuti a svilupparsi in tutto il suo potenziale. Luca D’Annunzio raduna un insieme di caratteristiche fuori serie, nell’attuale panorama dell’insegnamento e apprendimento del canto che fanno in modo tale che si meriti giustamente il titolo di maestro. Prima di tutto per la sua insuperabile conoscenza dei meccanismi di educazione della voce che gli permette di orientare i cantanti in un cammino di rigorosa attenzione, sviluppo e crescita nella tecnica vocale.

Fin dalla prima lezione si aprì di fronte a me un mondo di aspetti che mai erano stati così chiari e consistenti, mi trovai davanti a un docente capace di fare musica in forma ammirabile e che dava un’importanza fondamentale a aspetti che la maggior parte disdegna: l’educazione nell’arte drammatica, nella drammaturgia, nell’igiene vocale e ancora più sorprendente per me, nella storia del canto, nell’evoluzione e i fondamenti della scuola che ha prodotto tanti grandi artisti. Due cose di ordine distinto si convertirono in assi fondamentali della mia formazione a partire da quel momento: i riferimenti estetici che sono stati scoperti nel XIX secolo e le prime decadi del XX secolo e il massimo rispetto per l’ordine degli studi, pertanto di ciascun processo vocale, unico e personale.

Per la prima volta, dopo anni di studi incerti, la tecnica vocale non dipendeva dalla ricerca di “sensazioni” né tanto meno da “immagini” e altre illusioni confuse. La guida è il proprio suono, di cui apprendo informazioni progressivamente per identificarlo e che il mio maestro domina pienamente. All’educare di forma inestricabile i miei muscoli e la mia sensibilità educativa mi sento fiduciosa e sicura, non inseguo qualcosa di interno e estremamente soggettivo ma la manifestazione sono dei meccanismi invisibili della voce. In tutti i miei colleghi osservo il consolidamento graduale di un unico suono. Da questa cristallizzazione del suono personale dipende la possibilità di costruire non solo la propria personalità vocale-una voce riconoscibile fra le altre-ma fondamentalmente il cardine della personalità artistica.

In questo cammino, in contatto con la realtà del suono vocale pieno, mi sento profondamente grata di ricevere dal mio maestro i mezzi che mi permettono avvicinarmi alla comprensione delle testimonianze del passato, scritte e principalmente in musica. Lo stato attuale dell’iperspecializzazione e allontanamento dalle fonti che provoca danno con particolare crudeltà all’arte del canto, fanno doppiamente stimabile la sua ricerca teorica, che comprende la revisione e traduzione di trattati e metodi di canto pubblicati nel corso di cinque secoli della nostra storia e il suo inesauribile affanno di conoscenza che lo conduce, e a noi con lui, in un cammino infinito.

Arrivai al maestro D’Annunzio con l’intenzione di formarmi come cantante. Insieme a lui ho appreso un cammino di conoscenza di me stessa. Capisco che l’arte del canto esige dall’artista cantante la completa dedizione della sua vita intera. Che la paziente costruzione del nostro strumento, che è solo possibile a partire dalla cura e rispetto per innumerevoli questioni, la maggior parte estremamente sottili, ci costruisce come persone nell’arte e ci offre la possibilità di essere, insieme alla natura, padroni della nostra voce. È cresciuta in me la convinzione che è possibile restituire alla voce il luogo di importanza che ha dato alla luce tante opere magistrali-sostengo questa convinzione nelle indubitabili prove del nostro suono, che non sono più che il ponte fra i frutti immarcescibili del passato e le possibilità vive del presente. 

Belén Baptista, soprano uruguaiana.

 

È passato poco meno di un mese dal giorno in cui ho iniziato i miei studi di canto sotto la guida del Maestro D’Annunzio e nonostante il poco tempo da cui ricevo i suoi insegnamenti, posso testimoniare fermamente nell’efficacia della sua metodologia. Efficacia che mi ha deciso affidarli il presente e il futuro della mia voce.

Luca D’Annunzio è un pedagogo onesto, di colto udito e amplia conoscenza della tradizione vocale italiana. Nelle sue lezioni si respira un rispetto costante e amore per l’arte nella sua forma più pura.

Juan Villanueva, tenore colombiano.

 

Accompagnato dalla più illustre letteratura pedagogica vocale del Romanticismo, il maestro D’Annunzio ottiene alla perfezione l’identificazione delle più complesse problematiche della voce cantata. Il suo lavoro non si limita all’esercizio vocale quotidiano, ma inculca e insiste molto sul fatto di ascoltare i referenti storici eredi della Scuola Romantica Italiana come mezzo di apprendimento.

Nel mio caso, in particolare ho potuto constatare l’esistenza di un metodo coetaneo senza paragone, con un empirismo oggigiorno carente nell’insegnamento vocale. I risultati imprevisti conducono direttamente ad una linea pedagogica chiara e immediata, propensa a una voce più libera, più flessibile, capace e colorita.

Oltre ad offrire un ambiente cordiale e amabile che facilita lo studio, il suo lavoro condotto dal rigore e dalla ragione, è strategicamente ordinato con l’obiettivo di cercare la massima raffinatezza e il rendere un artista dotato delle qualità necessarie per affrontare una carriera melodrammatica.

Rubén Rodríguez, tenore spagnolo.

 

Nell’incessante ricerca di una guida di un maestro di canto al quale affidarmi, ricevetti notizia del Maestro D’Annunzio. Sapevo poco della metodologia di questo maestro, però fidandomi della persona che me lo raccomandò e nel desiderio di migliorare, mi presentai e iniziai il processo di valutazione.

Mi meravigliai al verificare che un maestro si prendesse il tempo di conoscere lo strumento di una persona, prima di decidere se è possibile iniziare un percorso di apprendimento o meno. Così lui svelò le mie reali possibilità di registro e tessitura, i difetti naturali della mia voce e i vizi acquisiti attraverso la pratica inappropriata come parte di questa “educazione” ricevuta dai miei precedenti professori. Io assistevo con stupore perché lui lo faceva con molta semplicità e chiarità riuscendo a modellare il mio suono secondo la sua volontà, quello che contrastava enormemente con il tortuoso e complicato che era stato per me lo studio del canto fino a quel giorno.

Scoprii che il canto non si studia attraverso sensazioni ma con udito e da partire da qui si sviluppano riflessi neuro muscolari che permettono il controllo dello strumento. Detti riflessi si sviluppano attraverso una pratica muscolare appropriata, sempre vincolata all’ideale estetico, alla bellezza del suono. Mi rimase impressa la frase che mi ha detto molte volte: è la buona qualità del suono quello che giustifica i mezzi con i quali si deve sviluppare la possibilità motoria. Mai il contrario… Durante i giorni in cui abbiamo continuato con la valutazione il mio suono aveva preso una nuova direzione e iniziavo a ascoltare le differenti qualità di suono sopra le quali dovevo lavorare e quelle che dovevo evitare.

Come se fosse poco, la valutazione terminò con una serie di prove circa le differenti competenze musicali che secondo il maestro sono di grande importanza per lo studio del canto. Sentii molta vergogna nel vedere che non potevo fare quasi nulla di quello che mi veniva chiesto e questo rendeva chiaro che la mia formazione musicale era povera e insufficiente nonostante avessi terminato il conservatorio. Questo oltre ad essere frustrante, mi ha dato la possibilità di conoscere i miei punti deboli e gli aspetti che devo riaffermare per arrivare a essere un cantante completo.

Mi sento fortunato ad essere un alunno del maestro D’Annunzio e di poter apprendere con calma e senza preoccupazioni. Essere suo alunno implica compromesso, rispetto, intelligenza, grande sensibilità e molta disciplina. È un maestro anacronistico e all’antica in molti aspetti dai quali evidenzio il rigore dello studio, la passione per quello che fa e l’amore per il bello.

Andrea Parisi, tenore italiano.

 

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