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In qualità di professoressa di armonia e composizione, provo un grande piacere a presentare a Luca D’Annunzio. Si tratta di uno studente che non si incontra frequentemente, grazie al suo altissimo livello accademico, riflesso non solo nella sua immensa cultura musicale ma anche nel dominio di molte altre arti. Sorprende la forza del suo intelletto e la profondità delle conoscenze che possiede al livello di un esperto.

Il progresso impetuoso che Luca D’Annunzio manifesta studiando sotto la mia guida, non solo si evidenzia nell’approfondimento dei suoi studi pianistici, nell’analisi e in una maggior comprensione delle opere, ma anche nel raffinamento e nella maturità con la quale compie i suoi arrangiamenti, strumentazioni e lavori di composizione, svelando il suo raffinato gusto musicale e i suoi alti standard estetici musicali.

La sua audacia, lucidità intellettuale, grande capacità di lavoro e adattamento, umiltà e devozione per lo studio, lo faranno convertire in un artista straordinario, che senza alcun dubbio offrirà molto alla cultura musicale universale.

Yulia Kazharskaya
Laureata presso la facoltà di Teoria e Storia della musica e composizione di Mosca.
Dottoressa in musicologia nel Conservatorio Tchaikovsky di Mosca.

 

Questo giovane maestro sostiene una scuola di grande valore che vive la lirica nell’attualità, essendo un erudito degli insegnamenti della scuola italiana. Grazie alla serietà del suo lavoro e alla dedizione incondizionata, si è distinto con la vincita di una borsa di studio nel “Concorso di borse di studio nazionale di investigazione” del Fondo Nazionale delle Arti (Segretaria di Cultura della Presidenza della Nazione Argentina), con lo scopo di poter rendere possibile la diffusione dei suoi lavori attraverso conferenze, seminari, lezioni magistrali e la pubblicazione di testi di sua produzione.

Fondo Nazionale delle Arti

 

Luca D’Annunzio è il raro incontro di un pianista notevolmente dotato, tanto nella musica da camera come nel gran repertorio solista, un erudito con una conoscenza eccezionale della scuola italiana del canto del secolo XIX. È un professore di canto con un udito infallibile, metodo ed esigenti standard musicali. La sua è una scuola profondamente radicata nella tradizione del teatro e nel dramma italiano, con una solida base tecnica che risale a un’epoca nella quale vi era una particolare estetica e una filosofia del suono, che ad oggi sono scomparse nelle moderne istituzioni di insegnamento musicale. Questa scuola permette che si senta e si capiscano i cantanti fino all’ultima fila della platea di un teatro, in tutta l’estensione vocale con colore e belleza, essendo il testo e il fraseggio parte di una medesima struttura. Alcuni dei suoi alunni stanno chiamando l’attenzione in Spagna, e sono sicuro che alcuni di questi si convertiranno in nomi riconosciuti nel mondo dell’opera. Nei miei trent’anni di carriera come cantante, raramente ho conosciuto qualcuno così tanto giovane e capace di trasmettere una conoscenza tecnica e una guida nel repertorio tanto solida con una sicurezza che la maggior parte dei professori impiegano molti anni nell’acquistarla. Non ho nessun dubbio che si convertirà in un referente di nota importanza.

Carlos Pérez Mansilla
Théâtre du Capitole de Toulouse

Opinioni di colleghi e mentori

Il giovane Luca D’Annunzio ha suscitato un acuto senso espressivo, una forte passione per l’arte e una dedizione incondizionata allo studio. Queste sono, secondo la mia opinione, alcune delle virtù che lo caratterizzano come musicista.

Antonio De Raco
Concertista e pedagogo

 

Musicista di eccezionale talento, solida formazione musicale e eccellenti attitudini interpretative. Grazie alla serietà del suo lavoro si è distinto con il conseguimento di una borsa di studio per favorire lo sviluppo della sua imminente carriera internazionale mediante la realizzazione di perfezionamenti all’estero.

Mónica Cosachov
Direttrice del Fondo Nazionale delle Arti

 

Raccomando ampiamente il pianista italo-argentino Luca D’Annunzio, musicista di solida formazione, grande talento e alto livello professionale, che si distingue per la sua maturità interpretativa, cultura di stili e possiede un’interessante personalità artistica e profondo pensiero musicale. […] Mi aspetto il meglio da questo artista, che possiede una grande capacità di lavoro e forte volontà interpretativa, e confido che riuscirà a raggiungere livelli artistici ancora più alti, perché credo che abbia le qualità necessarie per farlo.

Ofelia Montalván
Master of Fine Arts del Conservatorio Tchaikovsky di Mosca

 

Ho suonato insieme a Luca D’Annunzio nei concerti del ciclo di musica da camera dell’Orchestra Sinfonica e coro di Radio Televisione Spagnola, trasmessi in diretta dal Teatro Monumentale di Madrid.

Il signor D’Annunzio ha dimostrato essere un eccellente pianista, con una tecnica accurata e pulita, dotato di una sensibilità unica che conferisce grandi dosi di autenticità e bellezza a ciascuna delle sue interpretazioni. Collaborare con lui è stata una lezione di musicalità e di buon fare in ognuno dei saggi e concerti, ragione per la quale è della mia più assoluta fiducia e lo raccomando vivamente.

Mónica Raga
Flautista solista dell’Orchestra sinfonica Radio Televisione Spagnola

 

Possedendo una grande sensibilità e duttilità nell’affrontare il repertorio, Luca D’Annunzio riesce ad adattarsi con facilità ad ogni stile e alle intenzioni del compositore. Pianista di alte capacità tecniche ed espressive che si aggiungono alla sua volontà di studio e ad una costante preoccupazione per le qualità del suono, il colore e la trama musicale fanno del suo lavoro un vero piacere.

Claudia  Yepes
Orchestra sinfonica e Coro Radio Televisione Spagnola

 

Voglio far conoscere le eccellenti conoscenze che il signor Luca D’Annunzio possiede riguardo la voce e la sua grande pedagogia nel preparare cantanti. Quest’anno (2019), ho avuto l’immenso piacere di realizzare numerosi concerti con differenti suoi alunni e devo confessare il mio immenso stupore nell’ascoltare la qualità delle voci che il signor D’Annunzio aveva preparato. Come pianista concertatore è stato un piacere conoscere una persona tanto professionale e un pedagogo così eccellente come il signore D’Annunzio.

Óscar Lobete
Repertorista di cantanti

 

Sono 23 anni che lavoro come pianista professionista in Spagna a stretto contatto con il mondo del canto. Conobbi Luca D’Annunzio un po’ dopo il suo arrivo a Madrid e posso affermare senza dubbio che è un musicista eccezionale. Sono testimone del profondo impatto che i suoi insegnamenti hanno sui suoi allievi e dal principio della nostra collaborazione sono state evidenti le sue qualità innate: la sua vocazione come pedagogo, la sua passione per l’arte, la sua disciplina, la sua generosità, la sua sensibilità.

Essendo cosciente che i talenti naturali non sono sufficienti per convertirsi in un grande artista, ha fatto un grande sforzo per perfezionarsi fin dalla giovane età, con un’energia e capacità di lavoro inusuali. Il suo arduo lavoro, unito a i suoi doni meravigliosi, lo convertono in un vero e raro erede della grande tradizione vocale italiana, cosí come in un esperto pianista.

Dr. Alexandre Alcantara
Repertorista di cantanti

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Opinioni di colleghi e mentori

Il giovane Luca D’Annunzio ha suscitato un acuto senso espressivo, una forte passione per l’arte e una dedizione incondizionata allo studio. Queste sono, secondo la mia opinione, alcune delle virtù che lo caratterizzano come musicista.

Antonio De Raco
Concertista e pedagogo

 

Musicista di eccezionale talento, solida formazione musicale e eccellenti attitudini interpretative. Grazie alla serietà del suo lavoro si è distinto con il conseguimento di una borsa di studio per favorire lo sviluppo della sua imminente carriera internazionale mediante la realizzazione di perfezionamenti all’estero.

Mónica Cosachov
Direttrice del Fondo Nazionale delle Arti

 

Raccomando ampiamente il pianista italo-argentino Luca D’Annunzio, musicista di solida formazione, grande talento e alto livello professionale, che si distingue per la sua maturità interpretativa, cultura di stili e possiede un’interessante personalità artistica e profondo pensiero musicale. […] Mi aspetto il meglio da questo artista, che possiede una grande capacità di lavoro e forte volontà interpretativa, e confido che riuscirà a raggiungere livelli artistici ancora più alti, perché credo che abbia le qualità necessarie per farlo.

Ofelia Montalván
Master of Fine Arts del Conservatorio Tchaikovsky di Mosca

 

In qualità di professoressa di armonia e composizione, provo un grande piacere a presentare a Luca D’Annunzio. Si tratta di uno studente che non si incontra frequentemente, grazie al suo altissimo livello accademico, riflesso non solo nella sua immensa cultura musicale ma anche nel dominio di molte altre arti. Sorprende la forza del suo intelletto e la profondità delle conoscenze che possiede al livello di un esperto.

Il progresso impetuoso che Luca D’Annunzio manifesta studiando sotto la mia guida, non solo si evidenzia nell’approfondimento dei suoi studi pianistici, nell’analisi e in una maggior comprensione delle opere, ma anche nel raffinamento e nella maturità con la quale compie i suoi arrangiamenti, strumentazioni e lavori di composizione, svelando il suo raffinato gusto musicale e i suoi alti standard estetici musicali.

La sua audacia, lucidità intellettuale, grande capacità di lavoro e adattamento, umiltà e devozione per lo studio, lo faranno convertire in un artista straordinario, che senza alcun dubbio offrirà molto alla cultura musicale universale.

Yulia Kazharskaya
Laureata presso la facoltà di Teoria e Storia della musica e composizione di Mosca.
Dottoressa in musicologia nel Conservatorio Tchaikovsky di Mosca.

 

Questo giovane maestro sostiene una scuola di grande valore che vive la lirica nell’attualità, essendo un erudito degli insegnamenti della scuola italiana. Grazie alla serietà del suo lavoro e alla dedizione incondizionata, si è distinto con la vincita di una borsa di studio nel “Concorso di borse di studio nazionale di investigazione” del Fondo Nazionale delle Arti (Segretaria di Cultura della Presidenza della Nazione Argentina), con lo scopo di poter rendere possibile la diffusione dei suoi lavori attraverso conferenze, seminari, lezioni magistrali e la pubblicazione di testi di sua produzione.

Fondo Nazionale delle Arti

 

Luca D’Annunzio è il raro incontro di un pianista notevolmente dotato, tanto nella musica da camera come nel gran repertorio solista, un erudito con una conoscenza eccezionale della scuola italiana del canto del secolo XIX. È un professore di canto con un udito infallibile, metodo ed esigenti standard musicali. La sua è una scuola profondamente radicata nella tradizione del teatro e nel dramma italiano, con una solida base tecnica che risale a un’epoca nella quale vi era una particolare estetica e una filosofia del suono, che ad oggi sono scomparse nelle moderne istituzioni di insegnamento musicale. Questa scuola permette che si senta e si capiscano i cantanti fino all’ultima fila della platea di un teatro, in tutta l’estensione vocale con colore e belleza, essendo il testo e il fraseggio parte di una medesima struttura. Alcuni dei suoi alunni stanno chiamando l’attenzione in Spagna, e sono sicuro che alcuni di questi si convertiranno in nomi riconosciuti nel mondo dell’opera. Nei miei trent’anni di carriera come cantante, raramente ho conosciuto qualcuno così tanto giovane e capace di trasmettere una conoscenza tecnica e una guida nel repertorio tanto solida con una sicurezza che la maggior parte dei professori impiegano molti anni nell’acquistarla. Non ho nessun dubbio che si convertirà in un referente di nota importanza.

Carlos Pérez Mansilla
Théâtre du Capitole de Toulouse

Ho suonato insieme a Luca D’Annunzio nei concerti del ciclo di musica da camera dell’Orchestra Sinfonica e coro di Radio Televisione Spagnola, trasmessi in diretta dal Teatro Monumentale di Madrid.

Il signor D’Annunzio ha dimostrato essere un eccellente pianista, con una tecnica accurata e pulita, dotato di una sensibilità unica che conferisce grandi dosi di autenticità e bellezza a ciascuna delle sue interpretazioni. Collaborare con lui è stata una lezione di musicalità e di buon fare in ognuno dei saggi e concerti, ragione per la quale è della mia più assoluta fiducia e lo raccomando vivamente.

Mónica Raga
Flautista solista dell’Orchestra sinfonica Radio Televisione Spagnola

Possedendo una grande sensibilità e duttilità nell’affrontare il repertorio, Luca D’Annunzio riesce ad adattarsi con facilità ad ogni stile e alle intenzioni del compositore. Pianista di alte capacità tecniche ed espressive che si aggiungono alla sua volontà di studio e ad una costante preoccupazione per le qualità del suono, il colore e la trama musicale fanno del suo lavoro un vero piacere.

Claudia  Yepes
Orchestra sinfonica e Coro Radio Televisione Spagnola

Voglio far conoscere le eccellenti conoscenze che il signor Luca D’Annunzio possiede riguardo la voce e la sua grande pedagogia nel preparare cantanti. Quest’anno (2019), ho avuto l’immenso piacere di realizzare numerosi concerti con differenti suoi alunni e devo confessare il mio immenso stupore nell’ascoltare la qualità delle voci che il signor D’Annunzio aveva preparato. Come pianista concertatore è stato un piacere conoscere una persona tanto professionale e un pedagogo così eccellente come il signore D’Annunzio.

Óscar Lobete
Repertorista di cantanti

Sono 23 anni che lavoro come pianista professionista in Spagna a stretto contatto con il mondo del canto. Conobbi Luca D’Annunzio un po’ dopo il suo arrivo a Madrid e posso affermare senza dubbio che è un musicista eccezionale. Sono testimone del profondo impatto che i suoi insegnamenti hanno sui suoi allievi e dal principio della nostra collaborazione sono state evidenti le sue qualità innate: la sua vocazione come pedagogo, la sua passione per l’arte, la sua disciplina, la sua generosità, la sua sensibilità.

Essendo cosciente che i talenti naturali non sono sufficienti per convertirsi in un grande artista, ha fatto un grande sforzo per perfezionarsi fin dalla giovane età, con un’energia e capacità di lavoro inusuali. Il suo arduo lavoro, unito a i suoi doni meravigliosi, lo convertono in un vero e raro erede della grande tradizione vocale italiana, cosí come in un esperto pianista.

Dr. Alexandre Alcantara
Repertorista di cantanti

Luca

Opinioni degli alunni

Mi sono sempre chiesta perché il metodo di insegnamento del canto era così tanto lontano dai metodi che si utilizzano con gli strumentisti. A nessun maestro di violino verrebbe in mente di dare a un alunno alcune nozioni basiche sullo strumento e immediatamente dargli da studiare il Capriccio numero 24 di Niccolò Paganini. Prima di arrivare all’approccio del repertorio culmine del suo strumento, questo alunno ha davanti a sé molti anni di allenamento per poter eseguire correttamente i migliaia di esercizi di scale, arpeggi, colpi d’arco, varie articolazioni, ecc. Ripetere, ripetere fino ad ottenere una giusta messa a punto e un suono della maggior qualità possibile. Questi sono requisiti indispensabili che prendono parte dell’allenamento di un musicista, non solo al principio ma per tutta la durata della carriera.

Questo è sempre stato così fin dagli inizi dell’arte musicale, quindi, in quale arte si rifiuta o si scorda la scuola che ha trasmesso tradizionalmente dal maestro all’alunno fin dall’antichità? Dubito fortemente che Picasso avrebbe potuto sviluppare tutto il suo potenziale come artista senza aver impiegato anni dedicandosi ad apprendere a dipingere come facevano Velázquez o Caravaggio. Sviluppare completamente tutti i mezzi tecnici che esistono in una disciplina artistica è la chiave affinché un artista possa raggiungere il grado massimo del suo potenziale e conseguentemente, possa utilizzarlo nell’esecuzione.

Di questo si tratta il lavoro che realizza il maestro Luca D’Annunzio: un autentico lavoro di lotteria nella quale si inizia a costruire dalle basi il fondamentale per ogni musicista, che è l’educazione dell’udito come strumento di ricerca di una corretta emissione del suono ed è a partire da questa base che si sviluppano gli altri mezzi tecnici necessari per l’esecuzione attendibile di quella che i maestri compositori ci hanno lasciato nei loro spartiti da secoli. Lavorando in questo modo, Luca D’Annunzio offre ai suoi alunni un pieno sviluppo della capacità dello strumento, acquisire un’indipendenza tecnica e estetica e a capire il vero significato di quello che è essere un cantante al servizio dell’arte.

Inés Ballesteros, soprano spagnola.

 

La parola alunno ci conduce al verbo latino alere, che significa alimentare, sostenere, nutrire, far crescere. Qualunque studente che possiede il desiderio di convertirsi in un artista del canto ambisce di incontrare una persona che la guidi nel suo cammino, che lo nutra e lo aiuti a svilupparsi in tutto il suo potenziale. Luca D’Annunzio raduna un insieme di caratteristiche fuori serie, nell’attuale panorama dell’insegnamento e apprendimento del canto che fanno in modo tale che si meriti giustamente il titolo di maestro. Prima di tutto per la sua insuperabile conoscenza dei meccanismi di educazione della voce che gli permette di orientare i cantanti in un cammino di rigorosa attenzione, sviluppo e crescita nella tecnica vocale.

Fin dalla prima lezione si aprì di fronte a me un mondo di aspetti che mai erano stati così chiari e consistenti, mi trovai davanti a un docente capace di fare musica in forma ammirabile e che dava un’importanza fondamentale a aspetti che la maggior parte disdegna: l’educazione nell’arte drammatica, nella drammaturgia, nell’igiene vocale e ancora più sorprendente per me, nella storia del canto, nell’evoluzione e i fondamenti della scuola che ha prodotto tanti grandi artisti. Due cose di ordine distinto si convertirono in assi fondamentali della mia formazione a partire da quel momento: i riferimenti estetici che sono stati scoperti nel XIX secolo e le prime decadi del XX secolo e il massimo rispetto per l’ordine degli studi, pertanto di ciascun processo vocale, unico e personale.

Per la prima volta, dopo anni di studi incerti, la tecnica vocale non dipendeva dalla ricerca di “sensazioni” né tanto meno da “immagini” e altre illusioni confuse. La guida è il proprio suono, di cui apprendo informazioni progressivamente per identificarlo e che il mio maestro domina pienamente. All’educare di forma inestricabile i miei muscoli e la mia sensibilità educativa mi sento fiduciosa e sicura, non inseguo qualcosa di interno e estremamente soggettivo ma la manifestazione sono dei meccanismi invisibili della voce. In tutti i miei colleghi osservo il consolidamento graduale di un unico suono. Da questa cristallizzazione del suono personale dipende la possibilità di costruire non solo la propria personalità vocale-una voce riconoscibile fra le altre-ma fondamentalmente il cardine della personalità artistica.

In questo cammino, in contatto con la realtà del suono vocale pieno, mi sento profondamente grata di ricevere dal mio maestro i mezzi che mi permettono avvicinarmi alla comprensione delle testimonianze del passato, scritte e principalmente in musica. Lo stato attuale dell’iperspecializzazione e allontanamento dalle fonti che provoca danno con particolare crudeltà all’arte del canto, fanno doppiamente stimabile la sua ricerca teorica, che comprende la revisione e traduzione di trattati e metodi di canto pubblicati nel corso di cinque secoli della nostra storia e il suo inesauribile affanno di conoscenza che lo conduce, e a noi con lui, in un cammino infinito.

Arrivai al maestro D’Annunzio con l’intenzione di formarmi come cantante. Insieme a lui ho appreso un cammino di conoscenza di me stessa. Capisco che l’arte del canto esige dall’artista cantante la completa dedizione della sua vita intera. Che la paziente costruzione del nostro strumento, che è solo possibile a partire dalla cura e rispetto per innumerevoli questioni, la maggior parte estremamente sottili, ci costruisce come persone nell’arte e ci offre la possibilità di essere, insieme alla natura, padroni della nostra voce. È cresciuta in me la convinzione che è possibile restituire alla voce il luogo di importanza che ha dato alla luce tante opere magistrali-sostengo questa convinzione nelle indubitabili prove del nostro suono, che non sono più che il ponte fra i frutti immarcescibili del passato e le possibilità vive del presente. 

Belén Baptista, soprano uruguaiana.

 

In molti aspetti dell’arte viviamo tempi di degrado, di perdita di conoscenze importanti, incluso di critiche all’antico. L’arte del canto non è un eccezione. I grandi cantanti del passato, con carriere che duravano decenni mantenendo la loro voce intatte, sembrano essere scomparse.

Dentro di questa situazione, di oscurantismo nelle conoscenze della tecnica vocale, Luca D’Annunzio è l’ultimo grande maestro che rivendica la tradizione, una potente luce basata nella conoscenza acquisita durante secoli di esperienza, che già si è dimostrato efficace alla luce delle molteplici registrazioni dei cantanti del passato che tuttavia oggi possiamo apprezzare.

Con un senso inequivocabile del bello, intravede i potenziali delle voci, essendo capace di trarre da esse la sua massima pienezza tecnica e estetica. Sotto i suoi insegnamenti nulla è casualità, le spiegazioni sono precise, un mondo etereo di punti astratti di collocazione della voce non ha spazio. Ciascun registro, con ogni nota, con ogni vocale, ha la sua corretta e precisa emissione, che cerca sempre la naturalità, senza grandi sforzi ne effetti perversi. All’interno del suo ampio gruppo di alunni ogni voce è unica, avendo come punto comune la ricerca del bel suono. L’estesa sapienza del maestro si applica per ottenere il sublime, quindi l’obiettivo ultimo non è solo formare persone capaci di cantare, è creare artisti.

Miguel Ángel Ortega, tenore spagnolo.

 

Quando scegli la musica come mezzo di espressione, scopri un’elevata forma di comunicazione attraverso il suono. Ottenere la padronanza di questo mezzo richiede una minuziosa cultura e raffinatezza auditiva che conduca il corretto sviluppo muscolare in funzione dell’ideale sonoro.

Fino ad ora avevo sperimentato la costruzione della mia voce in funzione di valutazioni astratte, immagini di poca rilevanza e carenti di validità; cercando di costruire senza nessun tipo di fondamenta. Per far fronte alle grandi esigenze che impone l’arte del canto, oggigiorno si offrono concetti travisati e si evidenzia una mancata conoscenza delle leggi che governano questo complesso strumento, ciò è quello che determina il nostro allontanamento dai canoni estetici che i grandi compositori dell’antichità richiedono nei loro melodrammi.

Dopo molti anni di instabilità nei quali non riuscivo ad avere una relazione di piena fiducia con la mia voce, ho scoperto grazie a Luca D’Annunzio la scuola romantica italiana. Si tratta di un metodo basato sull’allenamento muscolare e auditivo che permette il pieno sviluppo della voce teatrale. Per arrivare alla padronanza della voce si necessita scoprire e controllare le vere capacità della propria vocalità, un qualcosa che si forgia dall’onestà e il rispetto alla sua natura, attraverso del necessario artificio che permetta sviluppare tutto il suo potenziale nella bellezza.

I processi creativi sono duri cammini che tendono a banalizzarsi nel cercare un risultato immediato e senza sforzo alcuno. Però dobbiamo essere realisti: quale cammino elevato, sublime e professionale nell’arte non richiede il massimo sforzo per far sì che sembri facile e naturale?

Grazie maestro, perché per chi vuole svilupparsi pienamente nell’arte del canto tu sei la luce in una mattina di pioggia. L’educazione che offri è completa, non solo a livello musicale ma anche a livello umano, arricchendo e formando interamente l’artista.

María Alonso, soprano spagnola.

 

Dove altri vedono problemi, Luca D’Annunzio vede grandi potenziali, materie prime di qualità spesso sprecate le quali le sviluppa e le dà la forma più adeguata senza alterare la natura di ogni strumento. Gioielli unici e a misura, conformi ai valori della scuola italiana romantica, fonte dalla quale ha origine la sua conoscenza.

La mia esperienza come suo alunno non può non definirsi che rivelatrice, nella quale la parola maestro adotta nuovi significati e appassionanti dimensioni. Sarebbe a volte più adeguato l’uso della parola antimaestro, dato che in una realtà nella quale la tecnica del canto si trova totalmente indefinita e dispersa in microcosmi di metodi personali, sensazioni e immagini soggettive che comportano la frammentazione fisiologica della strumento, Luca D’Annunzio scommette sullo sviluppo dell’audizione come il mezzo più efficace, risultando la corretta costruzione dello strumento una mera conseguenza della ricerca della perfezione estetica.

Luca D’annunzio rende nuovamente leggibili i concetti indicati una e più volte nei più importanti trattati della storia del canto, dotandoli di un senso completo, riaccendendo le loro premesse e ricostruendo la loro filosofia e maniera di vita, trascendendo dal mero piano vocale, per trasformare tutti gli ambiti della nostra esistenza.

Ángel Álvarez, tenore spagnolo.

 

È stato il maestro Stefano Landi, compositore di La morte d’Orfeo, che nel XVII secolo parlò per la prima volta di “artificio tecnico”. Le crescenti esigenze delle opere primogenite dello stile recitar cantando, sottomettevano i cantanti a corsi di rigorosi e prolungati studi di emissione del suono, poiché non era sufficiente contare su una dote vocale di qualità. Così operano gli altri stili vocali nella storia, richiedendo ai cantanti una vocalità ogni volta più raffinata, virtuosa e espressiva, capace di adattarsi ai requisiti estetici di ogni epoca e di ogni compositore.

Che cosa è successo con questa tradizione e con la metodologia di quel tempo? Oggigiorno molti alunni delle scuole e dei conservatori, terminano la loro formazione accademica, concepita come una somma di materie regolamentate, senza aver ricevuto nessuna educazione su come affrontare la carriera professionale; ciò che comporta fatica, problemi tecnici di tutte le tipologie, scelte di repertorio inadeguato, ecc.

Luca D’Annunzio è un maestro di canto che rende onore alla vecchia scuola italiana. È un pedagogo che educa la voce dei suoi alunni con il fine di svelare la loro vera identità canora, senza nessun artificio. È un compito che richiede disciplina e molta pazienza, però che si rende inevitabile per tutti coloro che vogliano dominare i propri mezzi a livello muscolare e auditivo, condizione sine qua non per essere un artista completo.

Il maestro D’Annunzio è un vero intenditore del suono in tutte le manifestazioni foniche, questo è quello che gli permette di portare la voce di ciascun alunno al massimo delle possibilità per quanto riguarda la bellezza.

Laura Bazzi, soprano italiana.

 

Ho conosciuto Luca D’Annunzio per casualità, nella sterile ricerca di una guida per il canto. Ho iniziato a prendere lezioni con lui e immediatamente mi ha attirato l’attenzione la sua dedizione e professionalità nel trasmettere in maniera efficiente le sue conoscenze in ogni lezione. È stato in quel momento che mi resi conto si essere sotto la guida di un vero Maestro.

Lo scoprire la scuola che lui rappresenta è stato un processo graduale, come chi aspetta il sole che sorga. È tutto molto profondo, si basa sull’esperienza e i tempi personali poiché ti insegna a comprendere, ti forma come alunno e come persona. In questa scuola per la prima volta tutto ha preso un senso per me: la musica è suono e apprendiamo direttamente da questo, per comprenderlo deve crescere l’estetica e personalmente, per essere ricettivo a quello che ci insegna il suono. Questo cammino, che sembra ciclico, lo si comprende effettuandolo, con ciascun passo conosciamo il nostro strumento, l’arte musicale e la sua estetica; comprendiamo l’importanza della perseveranza e la pazienza, e il superamento delle nostre barriere.

Il compromesso intimo di Luca D’Annunzio con l’arte vocale, così come il suo instancabile lavoro, sapienza, pazienza e generosità con i suoi studenti, fanno sì che questa scuola di geniali qualità sia una realtà. Il Maestro Luca D’Annunzio è la scuola che rappresenta l’arte del canto. Per qualcuno come me, che è interessato a percorrere il sentiero della musica e del canto, aver conosciuto il Maestro Luca D’Annunzio è stato e continua ad essere una benedizione.

Alex Persoglia, tenore italo-argentino.

 

Fin da piccola amo cantare e anche se ho cantato in cori per molti anni e ho preso lezioni con differenti professori di canto, non mi sono mai immaginata di dedicarmi al canto solista. Fino a quando un giorno, così per caso presi la mia prima lezione con Luca D’Annunzio e uscii da lì con la convinzione di aver incontrato qualcosa che avevo sempre cercato senza saperlo, qualcosa di straordinario. Sono già passati diversi anni da quel giorno e tuttavia conservo la stessa sensazione alla fine di ogni lezione: la sensazione di allegria, libertà e sicurezza assoluta.

Luca è un pedagogo con qualità fuori dal comune: un udito magnifico, conosce alla perfezione il funzionamento dello strumento vocale, è un eccellente musicista e pianista e ha una solida formazione radicata nei precetti di una vera Scuola di canto. Al di là dell’essere una persona sincera, rispettosa dei processi personali, generoso, umile e dedito completamente ai suoi alunni e alla ricerca di un ideale di artista. È un vero Maestro.

Il processo di sviluppo vocale non ammette codardia nè pigrizia, è duro, sacrificato e spaventoso, però anche immensamente gratificante e rivelatore se si ha una mano ferma alla quale aggrapparsi. Per me, in questo processo lui è un pilastro inamovibile, una guida instancabile che mi offre fiducia e appoggio. Il passar del tempo non ha fatto altro che rafforzare il mio rispetto e la mia ammirazione per lui, e confermare la frase che tante volte gli ho sentito pronunciare: ci sono risultati per quelli che sono pazienti e costanti.

So con certezza che non esiste per me un maestro che non sia Luca D’Annunzio e che tutto quello che ho appreso grazie a lui mi ha modificato profondamente come persona e mi ha insegnato a amare e rispettare il canto. Mi sento orgogliosa di essere sua alunna e un’eterna debitrice per incoraggiarmi a percorrere il cammino dello sviluppo cosciente e profondo, nel quale tutti i giorni mi scopro e definisco la mia vocazione.

Angélica Pardo, soprano italo-argentina.

 

È passato poco meno di un mese dal giorno in cui ho iniziato i miei studi di canto sotto la guida del Maestro D’Annunzio e nonostante il poco tempo da cui ricevo i suoi insegnamenti, posso testimoniare fermamente nell’efficacia della sua metodologia. Efficacia che mi ha deciso affidarli il presente e il futuro della mia voce.

Luca D’Annunzio è un pedagogo onesto, di colto udito e amplia conoscenza della tradizione vocale italiana. Nelle sue lezioni si respira un rispetto costante e amore per l’arte nella sua forma più pura.

Juan Villanueva, tenore colombiano.

 

Durante la mia formazione nell’arte del canto, non smetto di sorprendermi della mancanza di serietà e della scarsa conoscenza, con le quali si pretende di educare i giovani cantanti. Non conoscenza che sfocia in insuccessi, illusioni e un futuro professionale incerto, poiché tutto dipende delle facoltà naturali con le quali ciascun giovane è stato dotato, e del fattore “fortuna” che una persona può avere nell’intentare la carriera.

Questo tipo di “formazione” improvvisata e ciarlatana, si allontana molto dai veri requisiti dell’arte vocale che esigono i maestri con una raffinata e esatta conoscenza delle leggi che si attuano nello studio della voce e dell’arte, alla quale si presta il servizio: il melodramma.

Nella ricerca del mio progresso ho sentito centinaia di opinioni sulla mia vocalità e ho provato un’importante quantità di “forme” di studiare il canto, però tutte erano carenti di solidità e di risultati. Solo dopo un buon tempo, attraverso il consiglio di una collega, ho conosciuto Luca D’Annunzio.

Si tratta di un pedagogo che si afferma fortemente nella tradizione e nell’applicazione di un metodo certo, fermo e vero, che risponde alle grandi esigenze estetiche dei grandi classici dell’arte vocale.

Scrivo queste parole con gratitudine per i suoi insegnamenti, i quali mi permetteranno, in un vicino futuro di reclamare il mio posto tra gli eletti dell’arte.

Tiziana Vaccari Tornatore, soprano italo-argentina.

 

Accompagnato dalla più illustre letteratura pedagogica vocale del Romanticismo, il maestro D’Annunzio ottiene alla perfezione l’identificazione delle più complesse problematiche della voce cantata. Il suo lavoro non si limita all’esercizio vocale quotidiano, ma inculca e insiste molto sul fatto di ascoltare i referenti storici eredi della Scuola Romantica Italiana come mezzo di apprendimento.

Nel mio caso, in particolare ho potuto constatare l’esistenza di un metodo coetaneo senza paragone, con un empirismo oggigiorno carente nell’insegnamento vocale. I risultati imprevisti conducono direttamente ad una linea pedagogica chiara e immediata, propensa a una voce più libera, più flessibile, capace e colorita.

Oltre ad offrire un ambiente cordiale e amabile che facilita lo studio, il suo lavoro condotto dal rigore e dalla ragione, è strategicamente ordinato con l’obiettivo di cercare la massima raffinatezza e il rendere un artista dotato delle qualità necessarie per affrontare una carriera melodrammatica.

Rubén Rodríguez, tenore spagnolo.

 

Nell’incessante ricerca di una guida di un maestro di canto al quale affidarmi, ricevetti notizia del Maestro D’Annunzio. Sapevo poco della metodologia di questo maestro, però fidandomi della persona che me lo raccomandò e nel desiderio di migliorare, mi presentai e iniziai il processo di valutazione.

Mi meravigliai al verificare che un maestro si prendesse il tempo di conoscere lo strumento di una persona, prima di decidere se è possibile iniziare un percorso di apprendimento o meno. Così lui svelò le mie reali possibilità di registro e tessitura, i difetti naturali della mia voce e i vizi acquisiti attraverso la pratica inappropriata come parte di questa “educazione” ricevuta dai miei precedenti professori. Io assistevo con stupore perché lui lo faceva con molta semplicità e chiarità riuscendo a modellare il mio suono secondo la sua volontà, quello che contrastava enormemente con il tortuoso e complicato che era stato per me lo studio del canto fino a quel giorno.

Scoprii che il canto non si studia attraverso sensazioni ma con udito e da partire da qui si sviluppano riflessi neuro muscolari che permettono il controllo dello strumento. Detti riflessi si sviluppano attraverso una pratica muscolare appropriata, sempre vincolata all’ideale estetico, alla bellezza del suono. Mi rimase impressa la frase che mi ha detto molte volte: è la buona qualità del suono quello che giustifica i mezzi con i quali si deve sviluppare la possibilità motoria. Mai il contrario… Durante i giorni in cui abbiamo continuato con la valutazione il mio suono aveva preso una nuova direzione e iniziavo a ascoltare le differenti qualità di suono sopra le quali dovevo lavorare e quelle che dovevo evitare.

Come se fosse poco, la valutazione terminò con una serie di prove circa le differenti competenze musicali che secondo il maestro sono di grande importanza per lo studio del canto. Sentii molta vergogna nel vedere che non potevo fare quasi nulla di quello che mi veniva chiesto e questo rendeva chiaro che la mia formazione musicale era povera e insufficiente nonostante avessi terminato il conservatorio. Questo oltre ad essere frustrante, mi ha dato la possibilità di conoscere i miei punti deboli e gli aspetti che devo riaffermare per arrivare a essere un cantante completo.

Mi sento fortunato ad essere un alunno del maestro D’Annunzio e di poter apprendere con calma e senza preoccupazioni. Essere suo alunno implica compromesso, rispetto, intelligenza, grande sensibilità e molta disciplina. È un maestro anacronistico e all’antica in molti aspetti dai quali evidenzio il rigore dello studio, la passione per quello che fa e l’amore per il bello.

Andrea Parisi, tenore italiano.

 

Dobbiamo sapere da dove veniamo per poter sapere dove stiamo andando… Questa sarebbe la frase con quale definirei la grande importanza che ha il lavoro che svolge il maestro Luca D’Annunzio. Fin dal momento in cui l’ho conosciuto, seppi che mi trovavo di fronte ad una persona che non solo possedeva una vasta cultura musicale, ma che la sua conoscenza sulla tecnica del canto andava al di là di quello che si incontra fra i cantanti e i docenti. La conoscenza che possiede sulla tradizione della scuola del canto italiana, della quale tanti cantanti del passato si sono serviti, è travolgente e soprattutto reale nel momento di metterla in pratica, il suo udito è allenato di tale forma che sa perfettamente quali suoni siano corretti e quali no, arrivando ad essere un fatto che la sua massima aspirazione, come pedagogo e pertanto anche quella degli alunni, sia la bellezza e la purezza del suono.

Sono arrivata alle mani di Luca D’Annunzio in un momento in cui il mio strumento vocale era severamente danneggiato. Erano diversi anni che cantavo e sempre sorgevano problemi vocali che non riuscivo a risolvere in maniera adeguata. Fin dal primo giorno, mi ha trasmesso una sicurezza nel suo lavoro che si mantiene fino al giorno d’oggi. Già da questo primo momento si mostrò davanti a me la vera figura del maestro di canto. Dall’inizio il cammino è chiaramente tracciato. Mentre con altri strumenti lo studio è diviso in sezioni che dobbiamo maneggiare perfettamente prima di accedere al repertorio propriamente detto, nel canto si è soliti affrontare la tecnica di una forma disorganizzata, lanciandosi nello studio del repertorio fin dal principio, senza avere una base chiara e tutti i mezzi vocali dei quali dobbiamo disporre, per un’ottima esecuzione musicale.

È mio desiderio, anche sottolineare la sua grande qualità umana. Non solo mi ha fornito la conoscenza necessaria per dominare lo strumento vocale, ma mi ha anche accompagnata fin dal primo momento, in questo arduo cammino che comporta il mondo dell’artista. Non si è mai arreso e ho sempre potuto contare sul suo appoggio e comprensione, cosa per la quale gli sarò sempre grata.

Grazie Luca D’Annunzio, per il tuo lavoro e i tuoi insegnamenti. Mi sento orgogliosa di poterti chiamare mio maestro.

Carmen Mateo, soprano spagnola.

 

Parlare del maestro D’Annunzio è fare riferimento a un puro e profondo lavoro di liutaria vocale, disciplina, dedicazione e, soprattutto sviluppo della voce secondo i lineamenti ed esigenze estetiche che l’arte del canto impone. Tutti questi sono elementi indispensabili che permettono il raggiungimento del principale obiettivo di ogni artista: la belleza.

Mariana Ortiz, soprano venezuelana.

 

Luca D’Annunzio è per disgrazia uno dei pochi casi di eredità della tecnica vocale del romanticismo italiano. Capace non solamente di fare una diagnosi delle voci che ascolta, ma possiede anche i mezzi necessari per far si che queste ultime brillino fino al loro massimo splendore, rispettando la loro natura e la cosa più importante, ossia conservando la salute vocale, tanto necessaria e poco frequente nella nostra attualità.

Pilar Vázquez, mezzosoprano spagnola.

 

Luca D’Annunzio è un pedagogo responsabile e devoto. Possiede una profonda e raffinata conoscenza dell’arte vocale, ancorata nella tradizione della scuola italiana. Lezione dopo lezione si può apprezzare la padronanza con la quale risolve le differenze che si presentano in tutti noi che studiamo sotto la sua guida, ottenendo il fermo sviluppo dei mezzi vocali e artistici di ognuno dei suoi alunni. Tale lavoro sommato alla sua integrità, rispetto, competenza professionale e umanità, ingrandisce la figura di Luca D’Annunzio come maestro di canto e fa di lui un pedagogo poco frequente nella nostra attualità.

Claudia García Briceño, soprano venezuelana.

 

Sono stata una cantante professionista per 25 anni e da 4 ho iniziato a lavorare con il maestro Luca D’Annunzio. La mia esperienza con lui ha fatto sì che la mia tecnica vocale si aprisse a nuove dimensioni di quella che può essere l’arte del canto e può entrare in un mondo quasi sconosciuto, apprendendo concetti che neppure sapevo che esistessero. Tutto questo bagaglio che mette a nostra disposizione lo converte grazie alla sua formazione unica, in uno dei maestri più completi nel panorama attuale dell’opera: è un grande pedagogo, un grande musicista, un grande essere umano, ma soprattutto estremamente umile.

Ringrazio profondamente il caro Luca D’Annunzio per questi nuovi mondi che mi apre giorno dopo giorno, attraverso le sue lezioni e spero che i semi che sta lasciando alle nuove generazioni siano l’inizio del ritorno alle origini della vera arte del canto.

Solange Aroca, soprano colombiana.

 

Una buona voce non è sufficiente per apprendere l’arte del canto. È prezioso contare sulla guida di un pedagogo che mediante una severa formazione, permetta lo sviluppo e la liberazione di tutte le facoltà del cantante.

Dopo anni di ricerche conosco Luca D’Annunzio, maestro di canto nel senso più puro e tradizionale della parola. Conoscitore dei veri segreti dell’arte del canto, possessore di un colto udito, capace di percepire le vere qualità dei suoi alunni, che sviluppa mediante il modellamento dei timbri della voce tenendo sempre come scopo la bellezza del suono, condizione fondamentale per l’interpretazione degli antichi stili.

Veemenza, sensibilità, pazienza di una persona che sa quello che fa, fermezza, disciplina estrema e una cultura amplissima che gli permette di abbracciare lo studio dell’arte del canto nella sua totalità sono alcune delle caratteristiche che lo definiscono e lo fanno meritevole di rispetto e ammirazione di tutti noi che ci formiamo sotto la sua guida.

Ryan Borges, baritono brasiliano.

Luca

La parola alunno ci conduce al verbo latino alere, che significa alimentare, sostenere, nutrire, far crescere. Qualunque studente che possiede il desiderio di convertirsi in un artista del canto ambisce di incontrare una persona che la guidi nel suo cammino, che lo nutra e lo aiuti a svilupparsi in tutto il suo potenziale. Luca D’Annunzio raduna un insieme di caratteristiche fuori serie, nell’attuale panorama dell’insegnamento e apprendimento del canto che fanno in modo tale che si meriti giustamente il titolo di maestro. Prima di tutto per la sua insuperabile conoscenza dei meccanismi di educazione della voce che gli permette di orientare i cantanti in un cammino di rigorosa attenzione, sviluppo e crescita nella tecnica vocale.

Fin dalla prima lezione si aprì di fronte a me un mondo di aspetti che mai erano stati così chiari e consistenti, mi trovai davanti a un docente capace di fare musica in forma ammirabile e che dava un’importanza fondamentale a aspetti che la maggior parte disdegna: l’educazione nell’arte drammatica, nella drammaturgia, nell’igiene vocale e ancora più sorprendente per me, nella storia del canto, nell’evoluzione e i fondamenti della scuola che ha prodotto tanti grandi artisti. Due cose di ordine distinto si convertirono in assi fondamentali della mia formazione a partire da quel momento: i riferimenti estetici che sono stati scoperti nel XIX secolo e le prime decadi del XX secolo e il massimo rispetto per l’ordine degli studi, pertanto di ciascun processo vocale, unico e personale.

Per la prima volta, dopo anni di studi incerti, la tecnica vocale non dipendeva dalla ricerca di “sensazioni” né tanto meno da “immagini” e altre illusioni confuse. La guida è il proprio suono, di cui apprendo informazioni progressivamente per identificarlo e che il mio maestro domina pienamente. All’educare di forma inestricabile i miei muscoli e la mia sensibilità educativa mi sento fiduciosa e sicura, non inseguo qualcosa di interno e estremamente soggettivo ma la manifestazione sono dei meccanismi invisibili della voce. In tutti i miei colleghi osservo il consolidamento graduale di un unico suono. Da questa cristallizzazione del suono personale dipende la possibilità di costruire non solo la propria personalità vocale-una voce riconoscibile fra le altre-ma fondamentalmente il cardine della personalità artistica.

In questo cammino, in contatto con la realtà del suono vocale pieno, mi sento profondamente grata di ricevere dal mio maestro i mezzi che mi permettono avvicinarmi alla comprensione delle testimonianze del passato, scritte e principalmente in musica. Lo stato attuale dell’iperspecializzazione e allontanamento dalle fonti che provoca danno con particolare crudeltà all’arte del canto, fanno doppiamente stimabile la sua ricerca teorica, che comprende la revisione e traduzione di trattati e metodi di canto pubblicati nel corso di cinque secoli della nostra storia e il suo inesauribile affanno di conoscenza che lo conduce, e a noi con lui, in un cammino infinito.

Arrivai al maestro D’Annunzio con l’intenzione di formarmi come cantante. Insieme a lui ho appreso un cammino di conoscenza di me stessa. Capisco che l’arte del canto esige dall’artista cantante la completa dedizione della sua vita intera. Che la paziente costruzione del nostro strumento, che è solo possibile a partire dalla cura e rispetto per innumerevoli questioni, la maggior parte estremamente sottili, ci costruisce come persone nell’arte e ci offre la possibilità di essere, insieme alla natura, padroni della nostra voce. È cresciuta in me la convinzione che è possibile restituire alla voce il luogo di importanza che ha dato alla luce tante opere magistrali-sostengo questa convinzione nelle indubitabili prove del nostro suono, che non sono più che il ponte fra i frutti immarcescibili del passato e le possibilità vive del presente. 

Belén Baptista, soprano uruguaiana.

 

In molti aspetti dell’arte viviamo tempi di degrado, di perdita di conoscenze importanti, incluso di critiche all’antico. L’arte del canto non è un eccezione. I grandi cantanti del passato, con carriere che duravano decenni mantenendo la loro voce intatte, sembrano essere scomparse.

Dentro di questa situazione, di oscurantismo nelle conoscenze della tecnica vocale, Luca D’Annunzio è l’ultimo grande maestro che rivendica la tradizione, una potente luce basata nella conoscenza acquisita durante secoli di esperienza, che già si è dimostrato efficace alla luce delle molteplici registrazioni dei cantanti del passato che tuttavia oggi possiamo apprezzare.

Con un senso inequivocabile del bello, intravede i potenziali delle voci, essendo capace di trarre da esse la sua massima pienezza tecnica e estetica. Sotto i suoi insegnamenti nulla è casualità, le spiegazioni sono precise, un mondo etereo di punti astratti di collocazione della voce non ha spazio. Ciascun registro, con ogni nota, con ogni vocale, ha la sua corretta e precisa emissione, che cerca sempre la naturalità, senza grandi sforzi ne effetti perversi. All’interno del suo ampio gruppo di alunni ogni voce è unica, avendo come punto comune la ricerca del bel suono. L’estesa sapienza del maestro si applica per ottenere il sublime, quindi l’obiettivo ultimo non è solo formare persone capaci di cantare, è creare artisti.

Miguel Ángel Ortega, tenore spagnolo.

 

Quando scegli la musica come mezzo di espressione, scopri un’elevata forma di comunicazione attraverso il suono. Ottenere la padronanza di questo mezzo richiede una minuziosa cultura e raffinatezza auditiva che conduca il corretto sviluppo muscolare in funzione dell’ideale sonoro.

Fino ad ora avevo sperimentato la costruzione della mia voce in funzione di valutazioni astratte, immagini di poca rilevanza e carenti di validità; cercando di costruire senza nessun tipo di fondamenta. Per far fronte alle grandi esigenze che impone l’arte del canto, oggigiorno si offrono concetti travisati e si evidenzia una mancata conoscenza delle leggi che governano questo complesso strumento, ciò è quello che determina il nostro allontanamento dai canoni estetici che i grandi compositori dell’antichità richiedono nei loro melodrammi.

Dopo molti anni di instabilità nei quali non riuscivo ad avere una relazione di piena fiducia con la mia voce, ho scoperto grazie a Luca D’Annunzio la scuola romantica italiana. Si tratta di un metodo basato sull’allenamento muscolare e auditivo che permette il pieno sviluppo della voce teatrale. Per arrivare alla padronanza della voce si necessita scoprire e controllare le vere capacità della propria vocalità, un qualcosa che si forgia dall’onestà e il rispetto alla sua natura, attraverso del necessario artificio che permetta sviluppare tutto il suo potenziale nella bellezza.

I processi creativi sono duri cammini che tendono a banalizzarsi nel cercare un risultato immediato e senza sforzo alcuno. Però dobbiamo essere realisti: quale cammino elevato, sublime e professionale nell’arte non richiede il massimo sforzo per far sì che sembri facile e naturale?

Grazie maestro, perché per chi vuole svilupparsi pienamente nell’arte del canto tu sei la luce in una mattina di pioggia. L’educazione che offri è completa, non solo a livello musicale ma anche a livello umano, arricchendo e formando interamente l’artista.

María Alonso, soprano spagnola.

 

Dove altri vedono problemi, Luca D’Annunzio vede grandi potenziali, materie prime di qualità spesso sprecate le quali le sviluppa e le dà la forma più adeguata senza alterare la natura di ogni strumento. Gioielli unici e a misura, conformi ai valori della scuola italiana romantica, fonte dalla quale ha origine la sua conoscenza.

La mia esperienza come suo alunno non può non definirsi che rivelatrice, nella quale la parola maestro adotta nuovi significati e appassionanti dimensioni. Sarebbe a volte più adeguato l’uso della parola antimaestro, dato che in una realtà nella quale la tecnica del canto si trova totalmente indefinita e dispersa in microcosmi di metodi personali, sensazioni e immagini soggettive che comportano la frammentazione fisiologica della strumento, Luca D’Annunzio scommette sullo sviluppo dell’audizione come il mezzo più efficace, risultando la corretta costruzione dello strumento una mera conseguenza della ricerca della perfezione estetica.

Luca D’annunzio rende nuovamente leggibili i concetti indicati una e più volte nei più importanti trattati della storia del canto, dotandoli di un senso completo, riaccendendo le loro premesse e ricostruendo la loro filosofia e maniera di vita, trascendendo dal mero piano vocale, per trasformare tutti gli ambiti della nostra esistenza.

Ángel Álvarez, tenore spagnolo.

 

È stato il maestro Stefano Landi, compositore di La morte d’Orfeo, che nel XVII secolo parlò per la prima volta di “artificio tecnico”. Le crescenti esigenze delle opere primogenite dello stile recitar cantando, sottomettevano i cantanti a corsi di rigorosi e prolungati studi di emissione del suono, poiché non era sufficiente contare su una dote vocale di qualità. Così operano gli altri stili vocali nella storia, richiedendo ai cantanti una vocalità ogni volta più raffinata, virtuosa e espressiva, capace di adattarsi ai requisiti estetici di ogni epoca e di ogni compositore.

Che cosa è successo con questa tradizione e con la metodologia di quel tempo? Oggigiorno molti alunni delle scuole e dei conservatori, terminano la loro formazione accademica, concepita come una somma di materie regolamentate, senza aver ricevuto nessuna educazione su come affrontare la carriera professionale; ciò che comporta fatica, problemi tecnici di tutte le tipologie, scelte di repertorio inadeguato, ecc.

Luca D’Annunzio è un maestro di canto che rende onore alla vecchia scuola italiana. È un pedagogo che educa la voce dei suoi alunni con il fine di svelare la loro vera identità canora, senza nessun artificio. È un compito che richiede disciplina e molta pazienza, però che si rende inevitabile per tutti coloro che vogliano dominare i propri mezzi a livello muscolare e auditivo, condizione sine qua non per essere un artista completo.

Il maestro D’Annunzio è un vero intenditore del suono in tutte le manifestazioni foniche, questo è quello che gli permette di portare la voce di ciascun alunno al massimo delle possibilità per quanto riguarda la bellezza.

Laura Bazzi, soprano italiana.

 

Ho conosciuto Luca D’Annunzio per casualità, nella sterile ricerca di una guida per il canto. Ho iniziato a prendere lezioni con lui e immediatamente mi ha attirato l’attenzione la sua dedizione e professionalità nel trasmettere in maniera efficiente le sue conoscenze in ogni lezione. È stato in quel momento che mi resi conto si essere sotto la guida di un vero Maestro.

Lo scoprire la scuola che lui rappresenta è stato un processo graduale, come chi aspetta il sole che sorga. È tutto molto profondo, si basa sull’esperienza e i tempi personali poiché ti insegna a comprendere, ti forma come alunno e come persona. In questa scuola per la prima volta tutto ha preso un senso per me: la musica è suono e apprendiamo direttamente da questo, per comprenderlo deve crescere l’estetica e personalmente, per essere ricettivo a quello che ci insegna il suono. Questo cammino, che sembra ciclico, lo si comprende effettuandolo, con ciascun passo conosciamo il nostro strumento, l’arte musicale e la sua estetica; comprendiamo l’importanza della perseveranza e la pazienza, e il superamento delle nostre barriere.

Il compromesso intimo di Luca D’Annunzio con l’arte vocale, così come il suo instancabile lavoro, sapienza, pazienza e generosità con i suoi studenti, fanno sì che questa scuola di geniali qualità sia una realtà. Il Maestro Luca D’Annunzio è la scuola che rappresenta l’arte del canto. Per qualcuno come me, che è interessato a percorrere il sentiero della musica e del canto, aver conosciuto il Maestro Luca D’Annunzio è stato e continua ad essere una benedizione.

Alex Persoglia, tenore italo-argentino.

 

Fin da piccola amo cantare e anche se ho cantato in cori per molti anni e ho preso lezioni con differenti professori di canto, non mi sono mai immaginata di dedicarmi al canto solista. Fino a quando un giorno, così per caso presi la mia prima lezione con Luca D’Annunzio e uscii da lì con la convinzione di aver incontrato qualcosa che avevo sempre cercato senza saperlo, qualcosa di straordinario. Sono già passati diversi anni da quel giorno e tuttavia conservo la stessa sensazione alla fine di ogni lezione: la sensazione di allegria, libertà e sicurezza assoluta.

Luca è un pedagogo con qualità fuori dal comune: un udito magnifico, conosce alla perfezione il funzionamento dello strumento vocale, è un eccellente musicista e pianista e ha una solida formazione radicata nei precetti di una vera Scuola di canto. Al di là dell’essere una persona sincera, rispettosa dei processi personali, generoso, umile e dedito completamente ai suoi alunni e alla ricerca di un ideale di artista. È un vero Maestro.

Il processo di sviluppo vocale non ammette codardia nè pigrizia, è duro, sacrificato e spaventoso, però anche immensamente gratificante e rivelatore se si ha una mano ferma alla quale aggrapparsi. Per me, in questo processo lui è un pilastro inamovibile, una guida instancabile che mi offre fiducia e appoggio. Il passar del tempo non ha fatto altro che rafforzare il mio rispetto e la mia ammirazione per lui, e confermare la frase che tante volte gli ho sentito pronunciare: ci sono risultati per quelli che sono pazienti e costanti.

So con certezza che non esiste per me un maestro che non sia Luca D’Annunzio e che tutto quello che ho appreso grazie a lui mi ha modificato profondamente come persona e mi ha insegnato a amare e rispettare il canto. Mi sento orgogliosa di essere sua alunna e un’eterna debitrice per incoraggiarmi a percorrere il cammino dello sviluppo cosciente e profondo, nel quale tutti i giorni mi scopro e definisco la mia vocazione.

Angélica Pardo, soprano italo-argentina.

 

Opinioni degli alunni

Mi sono sempre chiesta perché il metodo di insegnamento del canto era così tanto lontano dai metodi che si utilizzano con gli strumentisti. A nessun maestro di violino verrebbe in mente di dare a un alunno alcune nozioni basiche sullo strumento e immediatamente dargli da studiare il Capriccio numero 24 di Niccolò Paganini. Prima di arrivare all’approccio del repertorio culmine del suo strumento, questo alunno ha davanti a sé molti anni di allenamento per poter eseguire correttamente i migliaia di esercizi di scale, arpeggi, colpi d’arco, varie articolazioni, ecc. Ripetere, ripetere fino ad ottenere una giusta messa a punto e un suono della maggior qualità possibile. Questi sono requisiti indispensabili che prendono parte dell’allenamento di un musicista, non solo al principio ma per tutta la durata della carriera.

Questo è sempre stato così fin dagli inizi dell’arte musicale, quindi, in quale arte si rifiuta o si scorda la scuola che ha trasmesso tradizionalmente dal maestro all’alunno fin dall’antichità? Dubito fortemente che Picasso avrebbe potuto sviluppare tutto il suo potenziale come artista senza aver impiegato anni dedicandosi ad apprendere a dipingere come facevano Velázquez o Caravaggio. Sviluppare completamente tutti i mezzi tecnici che esistono in una disciplina artistica è la chiave affinché un artista possa raggiungere il grado massimo del suo potenziale e conseguentemente, possa utilizzarlo nell’esecuzione.

Di questo si tratta il lavoro che realizza il maestro Luca D’Annunzio: un autentico lavoro di lotteria nella quale si inizia a costruire dalle basi il fondamentale per ogni musicista, che è l’educazione dell’udito come strumento di ricerca di una corretta emissione del suono ed è a partire da questa base che si sviluppano gli altri mezzi tecnici necessari per l’esecuzione attendibile di quella che i maestri compositori ci hanno lasciato nei loro spartiti da secoli. Lavorando in questo modo, Luca D’Annunzio offre ai suoi alunni un pieno sviluppo della capacità dello strumento, acquisire un’indipendenza tecnica e estetica e a capire il vero significato di quello che è essere un cantante al servizio dell’arte.

Inés Ballesteros, soprano spagnola.

 

È passato poco meno di un mese dal giorno in cui ho iniziato i miei studi di canto sotto la guida del Maestro D’Annunzio e nonostante il poco tempo da cui ricevo i suoi insegnamenti, posso testimoniare fermamente nell’efficacia della sua metodologia. Efficacia che mi ha deciso affidarli il presente e il futuro della mia voce.

Luca D’Annunzio è un pedagogo onesto, di colto udito e amplia conoscenza della tradizione vocale italiana. Nelle sue lezioni si respira un rispetto costante e amore per l’arte nella sua forma più pura.

Juan Villanueva, tenore colombiano.

 

Durante la mia formazione nell’arte del canto, non smetto di sorprendermi della mancanza di serietà e della scarsa conoscenza, con le quali si pretende di educare i giovani cantanti. Non conoscenza che sfocia in insuccessi, illusioni e un futuro professionale incerto, poiché tutto dipende delle facoltà naturali con le quali ciascun giovane è stato dotato, e del fattore “fortuna” che una persona può avere nell’intentare la carriera.

Questo tipo di “formazione” improvvisata e ciarlatana, si allontana molto dai veri requisiti dell’arte vocale che esigono i maestri con una raffinata e esatta conoscenza delle leggi che si attuano nello studio della voce e dell’arte, alla quale si presta il servizio: il melodramma.

Nella ricerca del mio progresso ho sentito centinaia di opinioni sulla mia vocalità e ho provato un’importante quantità di “forme” di studiare il canto, però tutte erano carenti di solidità e di risultati. Solo dopo un buon tempo, attraverso il consiglio di una collega, ho conosciuto Luca D’Annunzio.

Si tratta di un pedagogo che si afferma fortemente nella tradizione e nell’applicazione di un metodo certo, fermo e vero, che risponde alle grandi esigenze estetiche dei grandi classici dell’arte vocale.

Scrivo queste parole con gratitudine per i suoi insegnamenti, i quali mi permetteranno, in un vicino futuro di reclamare il mio posto tra gli eletti dell’arte.

Tiziana Vaccari Tornatore, soprano italo-argentina.

 

Accompagnato dalla più illustre letteratura pedagogica vocale del Romanticismo, il maestro D’Annunzio ottiene alla perfezione l’identificazione delle più complesse problematiche della voce cantata. Il suo lavoro non si limita all’esercizio vocale quotidiano, ma inculca e insiste molto sul fatto di ascoltare i referenti storici eredi della Scuola Romantica Italiana come mezzo di apprendimento.

Nel mio caso, in particolare ho potuto constatare l’esistenza di un metodo coetaneo senza paragone, con un empirismo oggigiorno carente nell’insegnamento vocale. I risultati imprevisti conducono direttamente ad una linea pedagogica chiara e immediata, propensa a una voce più libera, più flessibile, capace e colorita.

Oltre ad offrire un ambiente cordiale e amabile che facilita lo studio, il suo lavoro condotto dal rigore e dalla ragione, è strategicamente ordinato con l’obiettivo di cercare la massima raffinatezza e il rendere un artista dotato delle qualità necessarie per affrontare una carriera melodrammatica.

Rubén Rodríguez, tenore spagnolo.

 

Nell’incessante ricerca di una guida di un maestro di canto al quale affidarmi, ricevetti notizia del Maestro D’Annunzio. Sapevo poco della metodologia di questo maestro, però fidandomi della persona che me lo raccomandò e nel desiderio di migliorare, mi presentai e iniziai il processo di valutazione.

Mi meravigliai al verificare che un maestro si prendesse il tempo di conoscere lo strumento di una persona, prima di decidere se è possibile iniziare un percorso di apprendimento o meno. Così lui svelò le mie reali possibilità di registro e tessitura, i difetti naturali della mia voce e i vizi acquisiti attraverso la pratica inappropriata come parte di questa “educazione” ricevuta dai miei precedenti professori. Io assistevo con stupore perché lui lo faceva con molta semplicità e chiarità riuscendo a modellare il mio suono secondo la sua volontà, quello che contrastava enormemente con il tortuoso e complicato che era stato per me lo studio del canto fino a quel giorno.

Scoprii che il canto non si studia attraverso sensazioni ma con udito e da partire da qui si sviluppano riflessi neuro muscolari che permettono il controllo dello strumento. Detti riflessi si sviluppano attraverso una pratica muscolare appropriata, sempre vincolata all’ideale estetico, alla bellezza del suono. Mi rimase impressa la frase che mi ha detto molte volte: è la buona qualità del suono quello che giustifica i mezzi con i quali si deve sviluppare la possibilità motoria. Mai il contrario… Durante i giorni in cui abbiamo continuato con la valutazione il mio suono aveva preso una nuova direzione e iniziavo a ascoltare le differenti qualità di suono sopra le quali dovevo lavorare e quelle che dovevo evitare.

Come se fosse poco, la valutazione terminò con una serie di prove circa le differenti competenze musicali che secondo il maestro sono di grande importanza per lo studio del canto. Sentii molta vergogna nel vedere che non potevo fare quasi nulla di quello che mi veniva chiesto e questo rendeva chiaro che la mia formazione musicale era povera e insufficiente nonostante avessi terminato il conservatorio. Questo oltre ad essere frustrante, mi ha dato la possibilità di conoscere i miei punti deboli e gli aspetti che devo riaffermare per arrivare a essere un cantante completo.

Mi sento fortunato ad essere un alunno del maestro D’Annunzio e di poter apprendere con calma e senza preoccupazioni. Essere suo alunno implica compromesso, rispetto, intelligenza, grande sensibilità e molta disciplina. È un maestro anacronistico e all’antica in molti aspetti dai quali evidenzio il rigore dello studio, la passione per quello che fa e l’amore per il bello.

Andrea Parisi, tenore italiano.

 

Dobbiamo sapere da dove veniamo per poter sapere dove stiamo andando… Questa sarebbe la frase con quale definirei la grande importanza che ha il lavoro che svolge il maestro Luca D’Annunzio. Fin dal momento in cui l’ho conosciuto, seppi che mi trovavo di fronte ad una persona che non solo possedeva una vasta cultura musicale, ma che la sua conoscenza sulla tecnica del canto andava al di là di quello che si incontra fra i cantanti e i docenti. La conoscenza che possiede sulla tradizione della scuola del canto italiana, della quale tanti cantanti del passato si sono serviti, è travolgente e soprattutto reale nel momento di metterla in pratica, il suo udito è allenato di tale forma che sa perfettamente quali suoni siano corretti e quali no, arrivando ad essere un fatto che la sua massima aspirazione, come pedagogo e pertanto anche quella degli alunni, sia la bellezza e la purezza del suono.

Sono arrivata alle mani di Luca D’Annunzio in un momento in cui il mio strumento vocale era severamente danneggiato. Erano diversi anni che cantavo e sempre sorgevano problemi vocali che non riuscivo a risolvere in maniera adeguata. Fin dal primo giorno, mi ha trasmesso una sicurezza nel suo lavoro che si mantiene fino al giorno d’oggi. Già da questo primo momento si mostrò davanti a me la vera figura del maestro di canto. Dall’inizio il cammino è chiaramente tracciato. Mentre con altri strumenti lo studio è diviso in sezioni che dobbiamo maneggiare perfettamente prima di accedere al repertorio propriamente detto, nel canto si è soliti affrontare la tecnica di una forma disorganizzata, lanciandosi nello studio del repertorio fin dal principio, senza avere una base chiara e tutti i mezzi vocali dei quali dobbiamo disporre, per un’ottima esecuzione musicale.

È mio desiderio, anche sottolineare la sua grande qualità umana. Non solo mi ha fornito la conoscenza necessaria per dominare lo strumento vocale, ma mi ha anche accompagnata fin dal primo momento, in questo arduo cammino che comporta il mondo dell’artista. Non si è mai arreso e ho sempre potuto contare sul suo appoggio e comprensione, cosa per la quale gli sarò sempre grata.

Grazie Luca D’Annunzio, per il tuo lavoro e i tuoi insegnamenti. Mi sento orgogliosa di poterti chiamare mio maestro.

Carmen Mateo, soprano spagnola.

 

Parlare del maestro D’Annunzio è fare riferimento a un puro e profondo lavoro di liutaria vocale, disciplina, dedicazione e, soprattutto sviluppo della voce secondo i lineamenti ed esigenze estetiche che l’arte del canto impone. Tutti questi sono elementi indispensabili che permettono il raggiungimento del principale obiettivo di ogni artista: la belleza.

Mariana Ortiz, soprano venezuelana.

 

Luca D’Annunzio è per disgrazia uno dei pochi casi di eredità della tecnica vocale del romanticismo italiano. Capace non solamente di fare una diagnosi delle voci che ascolta, ma possiede anche i mezzi necessari per far si che queste ultime brillino fino al loro massimo splendore, rispettando la loro natura e la cosa più importante, ossia conservando la salute vocale, tanto necessaria e poco frequente nella nostra attualità.

Pilar Vázquez, mezzosoprano spagnola.

 

Luca D’Annunzio è un pedagogo responsabile e devoto. Possiede una profonda e raffinata conoscenza dell’arte vocale, ancorata nella tradizione della scuola italiana. Lezione dopo lezione si può apprezzare la padronanza con la quale risolve le differenze che si presentano in tutti noi che studiamo sotto la sua guida, ottenendo il fermo sviluppo dei mezzi vocali e artistici di ognuno dei suoi alunni. Tale lavoro sommato alla sua integrità, rispetto, competenza professionale e umanità, ingrandisce la figura di Luca D’Annunzio come maestro di canto e fa di lui un pedagogo poco frequente nella nostra attualità.

Claudia García Briceño, soprano venezuelana.

 

Sono stata una cantante professionista per 25 anni e da 4 ho iniziato a lavorare con il maestro Luca D’Annunzio. La mia esperienza con lui ha fatto sì che la mia tecnica vocale si aprisse a nuove dimensioni di quella che può essere l’arte del canto e può entrare in un mondo quasi sconosciuto, apprendendo concetti che neppure sapevo che esistessero. Tutto questo bagaglio che mette a nostra disposizione lo converte grazie alla sua formazione unica, in uno dei maestri più completi nel panorama attuale dell’opera: è un grande pedagogo, un grande musicista, un grande essere umano, ma soprattutto estremamente umile.

Ringrazio profondamente il caro Luca D’Annunzio per questi nuovi mondi che mi apre giorno dopo giorno, attraverso le sue lezioni e spero che i semi che sta lasciando alle nuove generazioni siano l’inizio del ritorno alle origini della vera arte del canto.

Solange Aroca, soprano colombiana.

 

Una buona voce non è sufficiente per apprendere l’arte del canto. È prezioso contare sulla guida di un pedagogo che mediante una severa formazione, permetta lo sviluppo e la liberazione di tutte le facoltà del cantante.

Dopo anni di ricerche conosco Luca D’Annunzio, maestro di canto nel senso più puro e tradizionale della parola. Conoscitore dei veri segreti dell’arte del canto, possessore di un colto udito, capace di percepire le vere qualità dei suoi alunni, che sviluppa mediante il modellamento dei timbri della voce tenendo sempre come scopo la bellezza del suono, condizione fondamentale per l’interpretazione degli antichi stili.

Veemenza, sensibilità, pazienza di una persona che sa quello che fa, fermezza, disciplina estrema e una cultura amplissima che gli permette di abbracciare lo studio dell’arte del canto nella sua totalità sono alcune delle caratteristiche che lo definiscono e lo fanno meritevole di rispetto e ammirazione di tutti noi che ci formiamo sotto la sua guida.

Ryan Borges, baritono brasiliano.

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